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    Italia e Russia economie complementari

    Italia
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    Riccardo Pessarossi
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    Alla vigilia della conferenza "Piccole e Medie Imprese in Russia ed in Italia: istituti e meccanismi di collaborazione", che si terrà a Bologna il 23 settembre, Rosario Alessandrello, presidente della Camera di Commercio Italo-Russa in esclusiva a Spuntik Italia spiega perché la partnership con la Russia ha tanto da offrire all'Italia.

    Che cosa lega le piccole e medie imprese italiane a quelle russe?

    Il modello economico italiano è complementare a quello russo. La Russia è ricca di materie prime ma non compie il passo successivo per arrivare dalle materie prime al prodotto finito.

    Come si ripercuote questa mancanza sull'economia della Russia?

    Il ministro degli Esteri Lavrov accolto dal presidente della Camera di Comercio italo-russa Rosario Alessandrello
    Il ministro degli Esteri Lavrov accolto dal presidente della Camera di Comercio italo-russa Rosario Alessandrello

    Uno dei problemi fondamentali da risolvere per la Russia è la mancanza di un manifatturiero diffuso nel territorio. Faccio l'esempio dell'Iran, che pure ha avuto le sanzioni ed ha sofferto il prezzo del petrolio basso con le sanzioni stesse che gli impedivano di venderlo, ma aveva un manifatturiero abbastanza sviluppato, ragion per cui il calo del PIL è stato minore in proporzione alla Russia, perché l'economia iraniana era meno legata al petrolio al momento in cui sono iniziate le sanzioni. Quando Putin ha preso questo paese in mano ed ha avuto la fortuna di avere un prezzo del petrolio elevato ha cercato il più possibile di dare benessere ad una popolazione ormai stremata ed accelerare il processo di creazione di una classe media che evitasse la disgregazione del paese. Poi però la Russia è stata colpita in pieno dalla crisi del 2009 e dopo con le sanzioni del 2014 è stata colpita nella seconda fase, quella di creare un'imprenditoria privata e non più pubblica che fosse capace di sviluppare il manifatturiero. Oggi è fondamentale la creazione di un manifatturiero in Russia.

    Prima delle sanzioni si pensava alla Russia come a un mercato principalmente di consumo, oggi invece come va cambiato il modo di fare business con la Russia?

    La Russia non ha mai avuto la cultura dell'imprenditore, mentre dal punto di vista scolastico tutta la gioventù che esce dagli istituti è fra le più alte e fra loro ci sono diversi talenti. Sono molto bravi per fare ricerca e tecnologia, ma quando si passa dal laboratorio o dall'impianto pilota a quello industriale è necessario avere la cultura del rischio imprenditoriale che la Russia non ha. La Russia ha storicamente usato le materie prime di cui è ricca, ma non ha mai pensato di dargli valore aggiunto. La famosa pellicceria italiana è cresciuta grazie all'importazione delle pellicce dalla Russia degli Zar. La stessa cosa succedeva nell'agricoltura: la Russia esportava il grano ma non il prodotto lavorato. E' qui che servono le medie imprese, che sono quelle che sviluppano tecnologia di specializzazione e qualità.

    Questo e quali altri vantaggi possono cogliere gli imprenditori italiani in Russia?

    L'Italia in Europa è il paese che possiede l'imprenditorialità più diffusa, perché è pieno di piccole e medie imprese ed è dotato proprio di quel manifatturiero che è di grande importanza per la Russia. Per questo è molto importante legare il mondo imprenditoriale italiano con la Russia e i vantaggi che offre la Russia, in primis la disponibilità di materie prime ad un costo basso ed un costo della manodopera altrettanto competitivo per via della svalutazione del rublo. Con questi vantaggi e le tecnologie di qualità dei prodotti italiani si può creare un partenariato molto vantaggioso. Oggi le piccole e medie imprese italiane, con la crisi che c'è in Europa, hanno bisogno di potersi sviluppare dove ci sono questi fattori: bassi costi di produzione, servizi, vicinanza di un nuovo mercato.

    Il Made with Italy è solo uno slogan, oppure c'è qualcosa di  concreto?

    Noi come Camera di Commercio Italo Russa è da tre anni che si sforziamo di selezionare le regioni russe, individuando i fattori di attrattività di ognuna: infrastrutture, materie prime, disponibilità delle utilities. L'obiettivo è far incontrare le attrattività che sono tipiche delle imprese italiane e del territorio russo. Secondo me lo hanno intuito anche i vertici governativi russi, che sono sempre più disponibili a parlare con l'Italia. L'Italia come ho detto è un paese complementare alla Russia ed ha un altro vantaggio, il poco condizionamento politico. Inglesi francesi e tedeschi condizionano politicamente la Russia nel momento in cui incominciano a sviluppare il proprio business: pensiamo al caso delle Mistral.

    Quali sono davvero i settori dove la complementarietà tra Italia e Russia può dare i maggiori risultati?

    Parliamo di linee di produzione. La filiera di lavorazione dell'agroalimentare è la prima perché l'Italia ha una serie di prodotti di specializzazione di qualità che servono alla Russia. Ad esempio c'è il grano ma mancano certi tipi di farina per fare la pizza o altri prodotti da forno. Si parla sempre di "Made With Italy", ma è assurdo fare la mozzarella di bufala se non ce la bufala. Ci sono tante mozzarelle che possono essere fatte e hanno la loro dignità e qualità, ovviamente senza chiamarle "di bufala", altrimenti sarebbe una bufala per davvero. C'è anche la filiera del tessile e dell'abbigliamento. Il lusso e la qualità vanno bene in Russia ma è crollata con la crisi la parte medio bassa dei consumi in abbigliamento ed è crollata anche la qualità, perché sono arrivati i prodotti cinesi. La Russia però ha dei costi di lavorazione bassi, ma un manifatturiero scarso nel tessile. Questo potrebbe favorire le medie imprese italiane, per creare un'industria tessile che soddisfi i dettami del gusto italiano, con qualità superiori a quelli che ci sono in Cina e Romania.

    Oltre a quelli di cui si sente parlare più spesso e che ha appena menzionato, quale può essere un mercato nuovo su cui puntare in Russia?

    Il farmaceutico per la Russia può essere uno dei mercati più interessanti. Mi riferisco in particolar modo al mercato dei principi attivi. Che cosa importa alla Russia di vendere la scatoletta? La Russia ha bisogno dei principi attivi e l'Italia è il paese più forte sui principi attivi. Una nuova sfida può essere quella di saldare i principi attivi dell'industria farmaceutica italiana col confezionamento in Russia: si creerebbe un prodotto finito di cui la Russia, dove la maggior parte dei farmaci vengono importati, ha grande bisogno, abbassando il costo finale.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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