06:00 19 Novembre 2018
Nina Bottacin

Nina, giovanissima ballerina di Padova conquista il Bolshoi

© Foto : Sila Avvakum
Italia
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Tatiana Santi
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Il teatro Bolshoi di Mosca è il simbolo del balletto classico, il tempio della danza, amato e riconosciuto da tutto il mondo. La storia di Nina, una ballerina padovana di 14 anni selezionata direttamente dal Bolshoi, è incredibile come un sogno, ma è vera come l’impegno e la sua passione per la danza.

"La danza è la mia vita, non potrei vivere senza ballare", non riesce a trovare subito le parole la giovane ballerina padovana, Nina Bottacin, per descrivere un'avventura splendida ma inaspettata. Fa i suoi primi passi di danza nella Scuola di Balletto diretta da Mariolina Giaretta ed è con la sua insegnante Natalia Viola, ora direttrice della Scuola "Petits pas", che inizia un vero percorso professionale. Grazie ai consigli della sua maestra e ad un intenso lavoro, Nina raggiunge risultati colossali.

Dopo diversi corsi all'estero, durante uno stage ad Urbino organizzato dal Bolshoi, gli insegnanti notano Nina e le propongono subito di entrare nella prestigiosa scuola di balletto moscovita. Si tratta del corso riservato agli studenti russi con il raggiungimento, a fine studi, del diploma di ballerina professionista.

La danza è quell'arte dove l'opera creata è l'artista stesso, il suo corpo e la sua anima. La piccola grande Nina Bottacin ha raccontato a Sputnik Italia la sua incredibile avventura.

  • Nina Bottacin
    Nina Bottacin
    © Foto : Sila Avvakum
  • Il teatro Bolshoi di Mosca
    Il teatro Bolshoi di Mosca
    © Sputnik . Ramil Sitdikov
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© Foto : Sila Avvakum
Nina Bottacin

— Nina, com'è iniziata la tua avventura con il Bolshoi?

— Tutto è cominciato per caso. Mia mamma lavora ad Urbino, io ho visto in internet che il Bolshoi faceva una summer school scegliendo in tutta Europa di farla proprio ad Urbino, che è nelle Marche. Visto che era vicino, ho deciso di fare questo stage. Arrivando lì, io non avevo chiesto di fare un'audizione, non mi aspettavo minimamente di entrare al Bolshoi, non mi era nemmeno passato per la testa, anche perché avevo programmato di andare a studiare a Zurigo.

Ho iniziato a fare lo stage e dopo il primo giorno, l'insegnante mi ha chiesto se ero interessata a entrare nella scuola del Bolshoi a Mosca. Lì per lì non ho realizzato fino in fondo che cosa stava accadendo e all'inizio ho rifiutato. Ora ci ridiamo un sacco su questo: come si fa a dire di no al Bolshoi!

La mia maestra Natalia mi ha consigliato vivamente di pensarci bene e dopo che gli insegnanti russi me l'hanno chiesto varie volte durante la settimana, alla fine ho accettato.

— Il fatto che lo stage si tenesse vicino a te è stato come un segnale che tu hai seguito?

— Sì, è stato il segno del destino. In tutta Europa hanno scelto proprio Urbino!

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© Sputnik . Сергей Пятаков

— Che cosa provi ora sapendo che fai parte di una delle scuole più importanti di danza classica al mondo?

— Non ho ancora realizzato totalmente. Ovviamente vengono fuori delle paure, perché è lontano dalla famiglia, da casa, vado incontro ad una lingua e un mondo diversi. Mi rendo conto comunque di quanto sia meraviglioso e mi si è presentata un'opportunità grandissima. Non vedo l'ora di iniziare!

— Sei mai stata in Russia? Che cosa conosci già ti questo Paese?

Natalia Osipova nello spettacolo Un solo per due
© Sputnik . Владимир Вяткин
Natalia Osipova nello spettacolo "Un solo per due"

— Non sono mai stata in Russia, però ho sempre adorato questo Paese e soprattutto la tecnica del metodo Vaganova. Ho sempre ammirato i ballerini russi, che sono i miei preferiti in assoluto. La mia ispirazione è la ballerina Natalia Osipova, che ha studiato al Bolshoi.

È un'emozione fortissima, sapere di studiare nella sua stessa scuola.

— Per quanto tempo parti, quale sarà il tuo percorso di formazione accademica?

— Mi hanno invitato a far parte del programma russo, non quello per stranieri. Quindi al termine degli studi si ottiene il diploma russo, il corso dura 4 anni fino al 2020.

— Ovviamente dovrai imparare il russo, sei ai tuoi primi passi in questa lingua, come ti trovi?

— Ho già comprato un libro di lingua russa. La prima volta che mi sono messa a studiare ho abbandonato dopo un quarto d'ora e mi sono detta "oggi no". Il giorno dopo ci sono ritornata e ho imparato l'alfabeto tutto intero. Fra un po' di tempo comincerò a leggere e scrivere. Non mi fa paura, ce la faccio. Inoltre mi piace molto imparare le lingue e viaggiare, scoprire nuove culture. Già da prima avevo deciso di andare all'estero, perché mi ha sempre attirato.

— Come e quando è iniziata la tua passione per la danza?

— Ho cominciato a nove anni. La danza prima non mi interessava in nessun modo. Un giorno all'improvviso ho deciso e ho detto a mia mamma che volevo provare a fare danza. Alla prima lezione di danza mi è piaciuto un sacco e mi sono detta che dovevo continuare.

— Che cosa ti ha insegnato la danza classica e come ha influito sulla tua vita?

— La mia vita non è più la stessa, soprattutto da quando ho deciso di studiare professionalmente, cioè da quando sono andata in Francia. Mi rendo conto che ora faccio una vita completamente diversa, non ha il ritmo che aveva prima. Tutti i giorni li passo a lezione, non c'è la libertà di una volta. Da quando faccio danza però sento dentro di me che ho un obiettivo e una passione e questo mi permette di andare avanti.

Nina Bottacin
© Foto : Sila Avvakum
Nina Bottacin
— Parlando della danza classica si pone l'accento spesso sui sacrifici, le difficoltà, il dolore e le unghie spezzate. Tante sono anche le soddisfazioni però, non credi?

— È vero, molte persone si concentrano sulla fatica e i dolori. Sicuramente è vero, perché anche io non comincio una lezione di danza senza avere male da qualche parte, o ai piedi per le punte o alle gambe. Alla fine però tu puoi superare tutte queste difficoltà con la passione e la felicità che ballare ti da. Quando hai la vera passione puoi andare oltre.

— Riusciresti a descrivere che cos'è la danza?

— Si dice che "l'arte salva l'uomo". Per me l'arte, la danza in particolare è fondamentale. È difficile da spiegare, posso dire che la danza è la mia vita. Chiunque si pone delle domande, però io alla fine capisco che non potrei fare una vita senza ballare.

— Qual è la particolarità della danza rispetto alle altre arti?

— C'è una grande consapevolezza del corpo quando si è ballerini. Per me assomiglia ad uno yoga quotidiano. Fare la sbarra ogni giorno mi da sicurezza e tranquillità allo stesso tempo. Senza fare una lezione al giorno io non sto bene.

È un'arte bellissima, vedere ballare un vero ballerino ti da delle emozioni fortissime. Il fatto che la danza si mescoli con la musica è una meraviglia.

— Non ci resta che farti i complimenti per questo tuo traguardo e augurarti buon lavoro!

— Grazie mille! È un traguardo incredibile, ma non ci si ferma qui, si continua a lavorare.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
danza, Ballerina, Arte, Teatro Bolshoi, Italia, Russia
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