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12:02 16 Luglio 2019
Migranti a Ventimiglia

Ventimiglia paga il prezzo dell’Europa che non c’è

© AFP 2019 / JEAN-CHRISTOPHE MAGNENET
Italia
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Tatiana Santi
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Scontri fra polizia, migranti e attivisti “no borders”. È stato un fine settimana di altissima tensione a Ventimiglia, sulla frontiera italo-francese. Durante i tafferugli per un infarto ha perso la vita il poliziotto Diego Turra. Ventimiglia, stretta in una morsa, paga il prezzo dell’Europa che non c’è.

Rispetto delle regole, questo chiede il Comune di Ventimiglia, una cittadina esasperata dai recenti disagi che ha vissuto. Nel fine settimana sono stati arrestati alcuni "no borders", fermati anche due attivisti francesi in possesso di mazze e coltelli.

I migranti che arrivano a Ventimiglia sono in aumento, vogliono attraversare il confine e andare in una Francia che non li vuole. La situazione è estremamente delicata e il Ministro dell'Interno Alfano nota che se Ventimiglia non è diventata una "Calais italiana" è grazie ai controlli ferroviari che hanno ridotto e non incrementato il flusso migratorio.

Gli attivisti che protestano, stranamente solo in Italia e non anche in Francia, Paese che non vuole accettare i migranti fermi a Ventimiglia, creano solo danni. "I no borders spingono i migranti a infrangere le regole, per cui alla fine in questo modo danneggiano il loro stesso percorso", ha sottolineato in un'intervista a Sputnik Italia l'avvocato Vera Nesci, assessore alle politiche sociali del Comune di Ventimiglia.

— Assessore Nesci, ci potrebbe fare il punto della situazione a Ventimiglia?

— Adesso abbiamo la presenza di numerosi migranti che si trovano per la maggior parte al centro di accoglienza che abbiamo aperto circa un mese fa. In giro per la città non ci sono gruppi di migranti accampati. Per ora la situazione è sotto controllo.

— Ci sono stati comunque degli scontri questi giorni fra polizia, migranti e i no borders. C'è il rischio di una crisi sociale per questi scontri, com'è vissuta la situazione dai cittadini?

— Più che scontri sociali, c'è il gruppo di attivisti "no borders" che spinge i migranti a fare delle manifestazioni per ottenere il passaggio dal confine francese. La volontà dei migranti di raggiungere i Paesi dove magari hanno famiglia o dove vorrebbero vivere, è condivisibile. Non è condivisibile però l'azione dei no borders che spingono i migranti a infrangere le regole, per cui alla fine in questo modo danneggiano il loro stesso percorso.

Chiediamo che ci sia il rispetto delle regole da parte principalmente dei no borders. Manifestazioni che non devono essere fatte non sono ammesse.

— Secondo il Comune di Ventimiglia quali misure devono essere prese per risolvere la situazione attuale?

— Il Comune chiede che ci sia un presidio sul territorio, perché il numero di migranti che arrivano in città non sia in aumento, ma diminuisca. Abbiamo aperto questo centro con un'assistenza e un'informazione giuridica legale. Speriamo sia questa la misura che possa risolvere la situazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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rifugiati, profughi, Migranti, Crisi dei migranti, No Borders, Il Ministro degli Interni Angelino Alfano, Calais, Francia, Italia, Ventimiglia
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