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    L'Abcasia nomina il suo "ambasciatore a disposizione" in Italia

    © Sputnik. Михаил Мокрушин
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    L'Abcasia ha nominato il suo ambasciatore a disposizione in Italia.

    Vito Grittani, fondatore dell'ODI, l'Osservatorio diplomatico internazionale, è stato nominato "Ambasciatore a disposizione" della Repubblica di Abcasia. L'incarico è stato conferito dal ministro degli Affari esteri abcaso, Viacheslav Andreevic Chirikba, con cui Grittani diviene rappresentante dello Stato estero, a tutti gli effetti.

    "Secondo la Convenzione di Vienna — spiega Grittani — io sono un Diplomatico, in particolare un Ambasciatore a disposizione. Cosa farò? Devo prendere contatti con l'estero, cercherò di aprire le porte, non solo in Italia, grazie alle mie conoscenze nelle ambasciate di mezzo mondo. La politica mi interessa molto poco, direi praticamente nulla: la mia azione sarà rivolta soprattutto alla conoscenza del Paese abcaso dal punto di vista culturale, del turismo, della storia, delle tradizioni e dell'enogastronomia e della diplomazia".

    Vito Grittani e alla sinistra il ministro degli Affari esteri abcaso, Viacheslav Chirikba
    © Foto: Riccarda Lopetuso
    Vito Grittani e alla sinistra il ministro degli Affari esteri abcaso, Viacheslav Chirikba

    Queste le prime parole dell'ambasciatore a disposizione, della cui nomina è stato informato anche il ministero degli Esteri italiano.

    A settembre dello scorso anno a Santa Maria del Cedro, in Calabria e qualche settimana fa, a Roma, è stata presentata l'associazione Europa-Abcasia, nata dall'iniziativa dello stesso Grittani e del vice ministro degli esteri di Abcasia Kan Taniya.

    L'Abcasia non è ancora riconosciuta dall'Italia. Le più importati nazioni che l'hanno finora riconosciuta sono la Russia, il Venezuela e il Nicaraguai. Sukum, che conta circa 75 mila abitanti, è la capitale dello Stato, autoproclamatosi indipendente il 23 luglio del 1992, giusto 24 anni fa. Lo stesso anno scoppiò la guerra con la Georgia. La popolazione, dopo la guerra, s'è ridotta a poco più di 240 mila abitanti, con l'emigrazione dei georgiani che lasciarono la parte orientale dell'Abcasia: per la metà sono abcasi, quindi russi, armeni, greci del Ponto, ebrei e pochi georgiani. L'economia si basa sull'agricoltura, sullo sfruttamento dei giacimenti di piombo, rame, zinco e carbon fossile, e, negli ultimi anni, su un turismo in forte ascesa.

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    Abkhazia, Roma
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