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20:24 15 Ottobre 2019
Turisti nel Colosseo

Troppi turisti in Italia, come gestire l’ “invasione”?

© AFP 2019 / ALBERTO PIZZOLI
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Non è un segreto per nessuno che l’Italia viva di turismo, per alcune città simbolo però sono troppi i turisti che arrivano nel Belpaese. Venezia, Capri, le Cinque Terre sono solo alcune delle realtà che faticano a regolare i flussi turistici in continuo aumento. Come gestire quest’ “invasione”?

Alcune località italiane, in primis Venezia, sono letteralmente prese d'assalto dai turisti. Con un aumento costante dei flussi turistici a causa della situazione internazionale e la scelta degli italiani di rimanere in patria per le vacanze, la situazione diventa sempre più insostenibile.

C'è chi, come il sindaco di Venezia Brugnaro, propone una "Ztl per i turisti", molti comuni puntano sul turismo a numero chiuso. Quella che è un'indubbia ricchezza per l'economia italiana come il turismo, potrebbe rivelarsi un boomerang. Con il sovraffollamento, le città simbolo perderebbero la loro autenticità e originalità, diventando dei parchi divertimento, una sorta di Disneyland.

Qual è dunque la ricetta ottimale per il turismo in Italia? Sputnik Italia ne ha parlato con Evelina Christillin, presidente dell'Agenzia Nazionale per il turismo (Enit) e della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.

Evelina Christillin, presidente dell'Agenzia Nazionale per il turismo (Enit) e della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.
© Foto : fornita da Evelina Christillin
Evelina Christillin, presidente dell'Agenzia Nazionale per il turismo (Enit) e della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino.

— Torna in campo il tema del turismo a numero chiuso. Evelina Christillin, lei personalmente come vede la situazione? Che misure si potrebbero prendere per gestire al meglio i flussi turistici?

— Noi come Enit ci siamo focalizzati su questo problema, è uno dei punti fondamentali del nostro piano triennale, che abbiamo presentato la settimana scorsa. Più che arrivare ad una decisione drastica, nel caso di Venezia o di siti molto delicati dal punto di vista dell'impatto ambientale come le Cinque Terre, crediamo si debba destagionalizzare il turismo. Non bisogna immergere tutto il turismo nei mesi estivi, quando i numeri scoppiano. Va inoltre decentrato il turismo, bisogna promuovere destinazioni altrettanto belle, ma meno visitate. L'Italia è un museo diffuso, con bellezze paesaggistiche, naturali, artistiche ed enogastronomiche un po' in ogni parte del suo territorio. Vanno promossi i cammini, i piccoli borghi.

L'Enit ha firmato proprio giovedì scorso una convenzione per promuovere sia l'Associazione dei piccoli borghi più belli d'Italia sia i siti Unesco. L'Italia ha il numero più grande di siti Unesco nel mondo.

— Come gestire il continuo flusso turistico in località e siti simbolo d'Italia già stracarichi di turisti?

— È importante spiegare prima al turista, e qui il digitale può fare molto rispetto ad una volta, la sostenibilità di una destinazione turistica. Se un turista va in un posto troppo pieno non vedrà niente. Non bisogna far trovare ai turisti un cancello chiuso, bisogna avvisarli prima. Io sono anche presidente del Museo Egizio, è chiaro che nel caso dei musei abbiamo una sostenibilità automatica. Noi per esempio non possiamo sopportare più di 400 persone per piano all'ora, quindi la sostenibilità si ricollega anche alla sicurezza e la fruibilità del pubblico.

Venezia è il problema numero uno. Mi auguro che si trovi una soluzione al più presto. Finché si faranno arrivare le grandi navi a Venezia, è un turismo di qualità non altissima, che il più delle volte riempie e non rende. Non ha forse nemmeno il rispetto per un bene culturale come quella città. Più che mettere il numero chiuso, cercherei di far fermare le grandi navi in grandi scali portuali lontani e poi gestire di conseguenza il flusso e il traffico in modo normale.

— Il turismo è la più grande ricchezza per l'Italia. Limitare i flussi turistici potrebbe avere effetti negativi per l'economia italiana?

— Bisogna rendere i flussi turistici sostenibili. Noi abbiamo l'11% del nostro PIL che deriva dal turismo e il 12% della forza lavoro occupata proprio in questo settore. È chiaro che parliamo di una forza trainante del Paese, che dobbiamo curare e non buttarla in pasto a chiunque arrivi. Bisogna far sì che la gente si senta accolta arrivando nel nostro Paese. Questo significa migliorare i collegamenti. Guardiamo il terribile incidente ferroviario avvenuto in Puglia. I collegamenti vanno migliorati da un punto di vista delle infrastrutture, dei trasporti. Per quanto riguarda il sud parliamo anche di banda larga, di servizi internet e WIFI.

C'è molto da fare anche a livello governativo, non è soltanto la promozione turistica da sola che ce la può fare, né il Ministero dei Beni culturali che pure ha ricevuto lo stanziamento di un miliardo dal Cipe il primo maggio.

— Quindi vanno migliorati i servizi e non chiuse le porte ai turisti, perché questo magari danneggerebbe l'immagine del Belpaese?

— Certo, la tutela è anche la valorizzazione dei beni culturali, ma anche del paesaggio ed è riferito anche alle politiche turistiche, che sono strettamente interconnesse.

— L'Enit, la sede a Mosca in particolare, ha dedicato diversi progetti alla valorizzazione del territorio italiano e alla promozione delle mete meno conosciute dai russi.

Russian cities. Yalta
© Sputnik . Konstantin Chalabov

— Sì, è proprio la direzione in cui lavoriamo. A proposito, ho incontrato qualche mese fa a Milano la vice ministra russa del turismo. Si è parlato della necessità di intercettare circa 7 milioni di turisti balneari russi che stavano cercando altre destinazioni rispetto alla Turchia, all'Egitto e alla Tunisia. Con i potenziali turisti russi ci si basa molto sulla questione balneare e non soltanto quella culturale o enogastronomica.

Il piano triennale dell'Enit guarda proprio a diversi turismi esperienziali e ad un pubblico diverso. I turisti non sono tutti uguali. Se mandi un cinese al mare, ti maledice, non ne vuol sentir parlare!

— Qual è l'importanza del turismo russo? Come Enit continuate ad investire in questa direzione nonostante le sanzioni?

— Assolutamente sì, per noi il turismo russo è fondamentale. Abbiamo tantissimi legami fra i nostri Paesi. Proprio pochissimo fa parlavo con il Presidente dell'Ermitage di Pietroburgo Piotrovskij, con cui abbiamo un importante scambio culturale. Porteremo noi una mostra all'Ermitage, e il museo di Pietroburgo porterà una mostra da noi al Museo Egizio.

I legami dell'Italia con la Russia sono fortissimi, sono vivi. Siamo popoli che si capiscono e si apprezzano. Abbiamo un Ambasciatore straordinario a Mosca che si sta occupando dei nostri rapporti in modo veramente efficace. Pochi giorni fa qui a Torino abbiamo aperto una mostra meravigliosa sui tesori degli Zar alla Reggia di Venaria. Queste iniziative che le ho citato testimoniamo come per noi sia importante a livello locale e nazionale il turismo russo. Questo non soltanto per i numeri, ma per la grande comunanza culturale che c'è fra i nostri due Paesi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
turismo, Relazioni Russia-Italia, Agenzia Nazionale per il turismo, ENIT, Italia, Venezia, Russia
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