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    Il futuro energetico dell'Italia passa da Montenegro e Tunisia

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    La società Terna ha annunciato che investirà 4 miliardi di euro nei prossimi quattro anni in nuove reti di collegamento, che interesseranno anche il paese balcanico e quello nordafricano, per la distribuzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

    Un miliardo l'anno per i prossimi 4 anni. É il piano di investimenti promesso dalla s.p.a. Terna per lo sviluppo energetico nelle reti di distribuzione da fonti rinnovabili. Ad annunciarlo è stato nelle scorse ore l'amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi — presente anche il premier Renzi —, per la presentazione del nuovo disegno di legge sulle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

    "Stiamo valutando i singoli siti Eni per gli allacciamenti e per vedere come bilanciare la rete", ha spiegato Del Fante che ha sottolineato l'importanza strategica che avranno le sei nuove linee di collegamento con l'estero, di cui una rivolta verso il Montenegro e un'altra verso la Tunisia.

    Spazio anche nelle prossime mosse della società per l'incremento delle batterie destinate ad un utilizzo ottimale dello storage elettrico in Italia, che come spiegato dall'ad di Terna, ha già un utilizzo di 50 megawatt mentre altri 25 saranno installati nei prossimi tre anni.

    "Abbiamo i progetti avviati con l'Eni in particolare nel Sud dell'Africa — continua Del Fante —. Tra gli obiettivi del gruppo c'è anche quello di esportare la filiera, che per Terna ha una ricaduta specifica sul territorio perché il 95 per cento del Capex di Terna finisce ad imprese italiane".

    Il piano di investimenti rientra nel pacchetto di misure annunciate dal governo che porteranno 9 miliardi per i prossimi 20 anni da investire nella green economy, grazie alla sinergia con Enel, Eni e Terna. "Sono circa 480 milioni di euro l'anno per 20 anni", ha spiegato ieri il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, metà dei quali saranno destinati alle tecnologie quasi in equilibrio come l'eolico, un 25% su quelle di frontiera come la geotermia e il termodinamico, e il restante 25% per l'economia circolare, come le biomasse e le fonti di scarto.

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    Tags:
    ENI, Carlo Calenda, Tunisia, Montenegro, Italia
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