06:25 07 Luglio 2020
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La madre del ricercatore italiano morto i circostanze misteriose al Cairo lo scorso febbraio al Parlamento europeo: Chiediamo forte pressione sull'Egitto.

I familiari di Giulio Regeni, il ricercatore scomparso in circostanza misteriose al Cairo la notte del 25 gennaio e trovato pochi giorni dopo senza vita a Giza, torna a chiedere verità per la morte del figlio ed una presa di posizione netta da parte delle istituzioni europee nei confronti dell'Egitto.

Nel corso di una visita al Parlamento europeo, Paola e Cludio Regeni hanno denunciato l'ostruzionismo da parte egiziana sulle indagini durante l'audizione a cui hanno partecipato ieri, nel corso della riunione della commissione sui diritti umani a Bruxelles.

"Sappiamo che c'è un nuovo ambasciatore, non si capisce quando andrà. Tutti mi chiedono cosa fa il governo, cosa fa l'Unione europea io dico: basta commemorazioni, ora azioni".

Così la madre del ricercatore italiano, nel corso di un intervento in cui ha dolorosamente "minacciato" di rendere pubbliche le foto del corpo seviziato del figlio.

"Abbiamo una documentazione di 266 foto  ha detto Paola Regeni — non vorremmo mostrarle mai".

A stretto giro di posta è arrivata la replica da parte del premier italiano.

"Confermo il massimo impegno — ha detto Matteo Renzi — affinché sulla vicenda di Giulio sia fatta luce e chiarezza. Abbiamo sempre dimostrato il nostro impegno — ha aggiunto — marcando dei punti di grande forza sia sulla politica internazionale che sui rapporti bilaterali". 

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Tags:
Unione Europea, Famiglia, Isolamento, Omicidio di Giulio Regeni, Egitto
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