14:31 10 Dicembre 2019
La regata Oxford-Cambridge 2009

Regeni, l'università di Cambridge non risponde alla Procura italiana

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I professori che sono stati in contatto con il ricercatore italiano si rifiutano di collaborare con gli inquirenti italiani. In corso verifiche su contatti e sms scambiati tra Regno Unito ed Egitto.

Nelle ore a cavallo della sua scomparsa, lo scorso 25 gennaio al Cairo, alcuni sms sono partiti da utenze apparentemente britanniche verso telefoni egiziani. E' questa la principale novità emersa dall'analisi dei tabulati delle celle telefoniche nella zona in cui sarebbe scomparso Giulio Regeni, il ricercatore italiano ritrovato senza vita la mattina del 3 febbraio nella periferia della capitale egiziana. Spunti investigativi, come sono stati definiti dai media italiani, di cui sono stati messi al corrente gli inquirenti a Roma.

Dal canto suo, la Procura italiana che si occupa del caso ha dovuto incassare un inatteso no da parte della comunità accademica di Cambridge, da cui Regeni era partito alla volta dell'Egitto, che si è rifiutata di collaborare alle indagini sulla scomparsa del ricercatore.

"Alla comunità universitaria avevamo affidato con fiducia e sacrificio nostro figlio Giulio e da questa comunità accademica ci aspettavamo la massima e concreta solidarietà e dunque la totale collaborazione nelle ricerca della verità circa le circostanze del suo sequestro e della sua atroce uccisione".

Questo il messaggio con cui Paola e Claudio Regeni, genitori del ricercatore italiano, hanno commentato la decisione dei professori dell'ateneo britannico. 

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Omicidio di Giulio Regeni, Cambridge, Italia
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