Cinque i cluster rappresentativi del made in Italy e di maggiore attrattiva per la domanda russa e non solo: meccanica-alta tecnologia, energia, agro-industria, infrastrutture e finanza.
Al Forum di San Pietroburgo, cui parteciperà la delegazione italiana guidata dal premier Renzi che il 17 giugno incontrerà il presidente Putin, sono già accreditati circa 10mila rappresentanti delle economie mondiali, tra cui capi di Stato, ministri e manager delle più grandi compagnie internazionali.
Per il presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico: "È la prima volta che Roscongress, organizzatore del Forum, indica un Paese ospite d'onore e non è certo un caso che la scelta sia ricaduta sull'Italia: imprese e Governo italiano sono infatti da sempre vicini e complementari alla Russia, ma soprattutto hanno rappresentato una voce fuori dal coro sulle sanzioni, che ritengono essere inutili e dannose. In un contesto geopolitico difficile vogliamo per questo pensare che la preferenza accordata al nostro Paese vada nell'ottica di distensione del clima internazionale. ‘L'Italia in Russia' sarà una piattaforma di business finalizzata anche alla stipula di accordi strategici bilaterali tra le principali imprese italiane e russe; un riconoscimento importante, frutto della partnership strategica avviata 2 anni fa con Roscongress che ci vede impegnati assieme nell'organizzazione di numerosi seminari ed eventi in Italia e all'estero, non ultimo il Forum Eurasiatico a Verona".
Tra gli eventi in programma nel padiglione "L'Italia in Russia", la tavola rotonda del 17 giugno (ore 9.45) a cui interverrà il premier Matteo Renzi (accompagnato da alcuni ministri italiani). Tra gli interventi, oltre al saluto del presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico e dell'Ambasciatore dell'Italia in Russia, Cesare Maria Ragaglini, anche quelli dei rappresentanti delle principali aziende italiane e russe: Rosneft, Intesa Sanpaolo, Finmeccanica, Pirelli, Rostech; Fondazione Russa di Investimenti diretti, Sace, VTB, Gazprom, ENI, Novatek, Enel, Unione degli industriali e imprenditori russi, Barilla e Federalimentare.
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