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    Libia, Farnesina: Unità e stabilizzazione obiettivi prioritari

    © AFP 2017/ Aref KARIMI
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    Gentiloni a Vienna per presenziare al vertice in formato “Roma” sulla crisi libica. Escluso per il momento l'invio di un contingente militare: troppi rischi per i soldati italiani.

    La richiesta di intervento di forze militari occidentali in Libia, formulata dall'inviato Onu nel Paese Martin Kobler, non è all'ordine del giorno, mentre prosegue l'offensiva del generale Haftar ed il Daesh si fa sempre più minaccioso. E' questo lo scenario che fa da sfondo al vertice convocato per oggi a Vienna dai ministri degli Esteri europei, che alla presenza del segretario di Stato Usa John Kerry, affronteranno il tema delicato della crisi libica.

    Obiettivo del summit di oggi è quello di compattare il fronte pro al Sarraj, confermando il massimo appoggio al governo unitario e tentare di aprire la strada del dialogo con il generale Khalifa Haftar, alla guida delle truppe di Tobruk, sostenute dall'Egitto. Il rischio, confermato dall'allarme lanciato dalla compagnia petrolifera nazionale, è che Haftar possa "approfittare" dell'offensiva che le sue truppe stanno portando da settimane su Sirte, roccaforte del sedicente califfato in Libia, per prendere possesso di alcune installazioni petrolifere, portando così la contrapposizione tra governo unitario e Tobruk oltre i livelli di guardia.

    Al summit di oggi prenderanno parte i ministri degli Esteri dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu, allargato ad alcuni omologhi europei ed a rappresentanti di Malta, Ciad, Niger e Sudan. 

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    crisi in Libia, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Vienna, Italia, Libia
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