18:19 24 Febbraio 2020
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“L’Italia continuerà a fare la sua parte, al contrario di alcuni paesi europei”, ha sottolineato il Prefetto. “Bruxelles aveva provato a mettere insieme responsabilità e solidarietà, immaginando che si potesse realizzare una politica comune: ma così non è stato”.

L'estate che sta arrivando "mette un po' di preoccupazione" per quanto riguarda l'immigrazione, ma l'Italia "farà la sua parte come ha sempre fatto, rispettando le regole anche a dispetto di chi storicamente pensa che non lo facciamo". Lo ha dichiarato Mario Morcone, Capo Dipartimento del Ministero dell'interno per le Libertà civili e l'Immigrazione, in audizione presso la commissione Esteri della Camera, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle priorità strategiche regionali e di sicurezza della politica estera dell'Italia, anche in vista della nuova strategia di sicurezza dell'Unione europea.

"L'Europa nel 2015 — ricorda il Prefetto — aveva provato a mettere insieme responsabilità e solidarietà, immaginando che si potesse realizzare una politica comune: ma così non è stato. Noi abbiamo comunque garantito il rispetto delle regole, con identificazione, con gli hotspot e con uno sforzo importante. Al contrario i paesi europei non hanno corrisposto a quella ricollocazione che era prevista e che era stata approvata".

Per fare qualche numero, sono state riallocate 591 persone rispetto alle 1.600 al mese previste.

"Come cittadino europeo — ha sottolineato Morcone — ho visto atteggiamenti che non mi sarei aspettato. Quindi il piano Juncker non ha portato quei benefici che ci aspettavamo".

Per quanto riguarda la nuova strategia di sicurezza dell'Unione europea, l'accordo Ue-Turchia "può lasciare perplessi su alcuni punti ma è un passo in avanti. Oggi la partita si gioca sul ‘Migration compact': la proposta del nostro governo è di un intervento in Africa, non per forza finanziato da eurobond. L'importante è convincere la commissione e gli altri capi di Stato che l'intervento in Africa è strategico per l'Europa e per l'Italia, che si trova in prima linea: spero che il premier riesca a coinvolgere altri paesi importanti dell'Unione, questa è la strada più concreta. Andiamo verso un'estate che mette un po' di preoccupazione: faremo la nostra parte come abbiamo sempre fatto, rispettando le regole anche a dispetto di chi storicamente pensa che non lo facciamo. Faremo la nostra parte — ribadisce Morcone — ma il futuro prossimo venturo ci mette preoccupazione".    

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rifugiati, profughi, Migranti, Trattativa Turchia-Ue, Crisi dei migranti, Mario Morcone, Africa, Italia
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