04:12 10 Luglio 2020
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Il presidente egiziano sull'omicidio del ricercatore italiano al Cairo: A ucciderlo è stata gente malvagia che vuole mettere in imbarazzo il Paese a livello internazionale.

Nonostante l'apparente apertura del governo egiziano alla ripresa della collaborazione con gli inquirenti italiani sulle indagini per l'omicidio di Giulio Regeni, con le dichiarazioni del ministro egiziano degli Esteri che ha parlato di dossier ancora aperto, l'Egitto torna a ribadire l'estraneità dei suoi apparati di sicurezza nella misteriosa morte del giovane ricercatore italiano. E lo fa per bocca del suo presidente il generale Abdel Fattah al Sisi, che ha scartato ancora una volta l'ipotesi dell'omicidio di Stato.

"Non appena è stata annunciata la morte di quel giovane, la gente tra noi ha detto che era opera delle agenzie di sicurezza egiziane… mentre è opera di persone malvagie tra noi. Noi egiziani abbiamo iniziato a diffondere queste speculazioni e menzogne, e abbiamo creato un problema per noi stessi, un problema per l'Egitto".

Così il presidente egiziano nel corso di un incontro tenutosi al Cairo con i gruppi parlamentari e rappresentanti della stampa e del Consiglio nazionale dei diritti umani.

"Dobbiamo stare attenti alle menzogne trasmesse e pubblicate — ha attaccato al Sisi puntando il dito contro i mezzi di informazione — da parte di persone attorno a noi, noi egiziani". 

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Omicidio di Giulio Regeni, Abdel Fattah al-Sisi, Egitto
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