15:19 02 Luglio 2020
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Dopo la pubblicazione di un'intercettazione con il compagno, indagato nell'inchiesta sull'impianto di estrazione di Tempa Rossa, il ministro italiano dello Sviluppo Economico lascia l'incarico. Renzi dagli Usa: scelta sofferta che condivido.

Sono arrivate nel giro di poche ore dallo scoppio dello scandalo le dimissioni del ministro Federica Guidi, titolare del dicastero dello Sviluppo Economico in Italia. Guidi lascia dopo la pubblicazione di un'intercettazione telefonica in cui, parlando con l'attuale compagno, iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta su impianto di estrazione petrolifera, lo rassicurava sull'inserimento nella legge di Stabilità 2015 di un emendamento che avrebbe favorito i suoi affari.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi, secondo i retroscena riportati dalla stampa parlamentare italiana, una volta informato degli sviluppi del caso negli Stati Uniti, dove si trova per una visita istituzionale di quattro giorni, avrebbe chiesto l'immediato passo indietro al ministro.

"Sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese".

Così l'ormai ex ministro nella lettera di dimissioni fatta pervenire al premier. Adesso in pole position per la sua successione si fa il nome di un'altra donna, Teresa Bellanova, attualmente numero 2 del ministero dello Sviluppo Economico.

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Scandalo, ENI, Federica Guidi, Matteo Renzi, Italia
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