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    Regeni: “Se il 5 aprile sarà giornata vuota, attendiamo risposta forte del nostro governo”

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    La madre del giovane ricercatore, trovato morto in Egitto dopo indicibili torture, nel corso della conferenza stampa organizzata ieri al Senato: vogliamo la verità dalle autorità egiziane.

    Ha detto di aver riconosciuto il corpo del figlio dalla sola punta del naso. E' questo uno dei passaggi più toccanti dell'intervento di Paola Regeni, madre del ricercatore Giulio Regeni scomparso al Cairo a fine gennaio e trovato senza vita lo sorso 3 febbraio a Giza, nel corso dell'incontro con la stampa svoltosi ieri in una sala conferenze del Senato.

    A palazzo Madama con la signora Paola anche il marito, accompagnati dal senatore Luigi Manconi, promotore dell'iniziativa. La madre del giovane ha respinto in toto la versione fatta circolare dal ministero degli Interni egiziano negli ultimi giorni, versione poi "ritrattata" dagli stessi uffici del Cairo che hanno fatto sapere successivamente come tutte le piste investigative siano ancora aperte.

    Nel corso dell'incontro con la stampa i familiari hanno infatti confermato che gli effetti personali mostrati dalle autorità come appartenuti a Regeni non siano i suoi, fatta eccezione per il portafogli, su cui il legale della famiglia ha detto di avere ancora dei dubbi.

    In questa occasione poi i familiari del ricercatore italiano hanno chiesto perentoriamente che sia fatta chiarezza da parte degli inquirenti egiziani, che il prossimo 5 aprile sono attesi dai colleghi italiani er un confronto sulle indagini svolte fin qui.

    "Se il 5 aprile sarà una giornata vuota — questo l'appello di Paola Regeni — ci attendiamo una risposta forte da parte del nostro governo". 

    Tags:
    Omicidio di Giulio Regeni, Egitto, Italia
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