09:15 22 Maggio 2019
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E’ abuso edilizio. Rinviate a giudizio sette persone.

La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro del Muos (Mobile User Objective System). Secondo i giudici "è certamente sussistente il reato di abuso edilizio nella realizzazione d'infrastrutture militari costituenti il sistema radar Usa MUOS in Sicilia". Il verdetto, è stato disposto con finalità di salvaguardia dell'ambiente e della salute degli abitanti.

Al contempo, la Procura di Caltagirone ha chiuso le indagini preliminari sulla violazione delle normative urbanistiche e ambientali durante i lavori di realizzazione del sistema di comunicazioni satellitari militari all'interno della riserva naturale di Niscemi e ha chiamato a giudizio sette persone.

Si tratta del dirigente della Regione Siciliana, Giovanni Arnone, che nel giugno 2011 firmò per conto dell'Assessorato all'Ambiente e Territorio le due autorizzazioni per l'avvio dei lavori; dei responsabili delle società che hanno concorso alla costruzione dell'impianto di telecomunicazione satellitare, Mauro Gemmo della Gemmo Impianti Spa di Arcugnano Vicenza, Adriana Parisi della Lageco di Catania, Concetta Valenti della Calcestruzzi Piazza di Niscemi, Carmelo Puglisi della PB Costruzioni e Maria Condorelli della CR Impianti di Catania; il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi. Secondo la Procura, infatti, "ai professionisti che svolgono queste attività sul territorio da moltissimo tempo non poteva sfuggire la macroscopica illegittimità dei decreti autorizzativi emessi".

Citato in giudizio anche il cittadino statunitense Mark Andrew Gelsinger che per conto della Marina militare USA, affidò i lavori del MUOS il 26 aprile del 2007 all'associazione temporanea Gemmo-Lageco. In base agli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti, Gelsinger non potrà, però, essere processato in Italia.

Sollievo da parte della popolazione. La presidente della Commissione Territorio e Ambiente dell'Ars, Mariella Maggio si è così espressa: "Finalmente la sentenza della Cassazione dice chiaramente che il diritto alla salute dei cittadini di Niscemi e la tutela dell'ambiente rappresentano dei diritti inalienabili, sui quali non si può scendere a compromessi né tantomeno le istituzioni possono permettersi valutazioni approssimative".

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sequestro, MUOS, Corte di Cassazione, Sicilia, Italia
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