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05:56 19 Luglio 2019
Nonostante tutto Renzi ostenta ottimismo

Dal latinorum del Renzo, all' "inglesorum" di Renzi & Сo

© AP Photo / Alessandra Tarantino
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L'executive summary del Governo al Parlamento porta l'Italia nella seconda fase della colonizzazione linguistica inglese.

I motivi per i quali il Regno Unito e gli Stati Uniti avrebbero fatto della politica di aggressione linguistica inglese al mondo, un elemento cardine per assicurare il benessere ai loro popoli alle spalle degli altri, è noto dal 1943. Allorché, grato a Roosevelt dell'impegno che stava profondendo nel divulgare il BASIC English, proprio ad Harvard — università distintasi particolarmente nell'introduzione dell'uso dell'inglese B.A.S.I.C. in America Latina-, il 6 settembre del 1943 Winston Churchill spiega:

«Il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento. Gli imperi del futuro sono quelli della mente».

Insomma in questa reincarnazione mentale e linguistica dei vecchi Imperi predatori — il solo Regno Unito nella sua storia, spiega l'inglese Stuart Laycock in "All the Countries we've ever invaded," ha invaso, in un modo o nell'altro, 171 Paesi su 193 stati membri delle Nazioni Unite — oggetto d'invasione e colonizzazione divengono i territori della mente della popolazione non anglofona del mondo e non i loro territori geografici.

Ciò premesso, faceva e fa, un certo effetto aprire la "Relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza 2015" trasmessa al Parlamento italiano dal Governo italiano il 2 marzo e leggere, subito dopo il titolo, a caratteri cubitali e più grandi del titolo stesso nonché in uno sgargiante arancione, un inglesissimo: "EXECUTIVE SUMMARY".

Si poteva chiamare Presentazione, Sommario, Introduzione, Sintesi, Compendio, o anche Sunto, in sole 5 lettere e con una sola parola anziché due.  Invece si è ricorsi ad un inglesismo inutile e spocchioso come di chi, solitamente, vuole dare fumo negli occhi o far notare che lui è "avanti". Un inglesorum senza senso, degno dell'Alberto Sordi di "Un americano a Roma" del 1954. Altro che "avanti", indietro piuttosto! Arenato mentalmente in un Dopoguerra senza fine, perennemente in Libertà Vigilata da USA e UK, e che da decenni vive la Colonia Italia, tanto per citare il titolo di un recente libro documentatissimo di Fasanella, e Colonia Europa, resa anch'essa inerme e incapace di pensare ed agire secondo i propri interessi.

Executive Summary
"Executive Summary"

Ma la Relazione del "Governo dell'inglesorum", non si ferma all' EXECUTIVE SUMMARY, a pagina 1 troviamo "spin-off della globalizzazione" e "efficaci forme di information sharing" — pretendere la si chiami semplicemente "condivisione delle informazioni" o similmente, sarebbe troppo —. A pagina 2 c'è poi uno splendido "In chiusura, il consueto outlook sul "dove andiamo" — parlare di "sguardo" od "occhiata" sarebbe stato troppo — e, ancora, "agli scenari di rischio ad essi associati: foreign fighters, returnees e commuters, nonchè commandos — sì il "nonché" ha l'accento al contrario —. Eppoi c'è "il primo focus riservato al contesto libico" mentre a pagina 3 abbiamo un "elevato know-how". Per quanto riguarda, invece, la pagina 4 abbiamo come "trend rilevati" un "Tavolo Tecnico Cyber".

Sempre a proposito di Sicurezza nazionale, c'è poi un'inquietante sezione video sulla sicurezza italiana su Vimeo, azienda statunitense con sede a New York di proprietà dello IAC/InterActiveCorp

Dopo tutto quel che ci ha spiegato e mostrato Edward Snowden, cablogrammi alla mano, sullo spionaggio, anche industriale, della National Security Agency statunitense nei confronti degli Alleati, c'è qualcuno, l'utente aziendale 18906687, che da due anni paga alla Vimeo 199 dollari l'anno per avere attualmente 29 video che parlano di come funziona il "Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica" e di cosa dicono i dirigenti di tale Sistema. Il tutto su macchine statunitensi e con puntamento diretto al sito sicurezzanazionale.gov.it che, ovviamente, è anche in inglese. Là dove un sito sulla sicurezza di una comunità dovrebbe essere esclusivamente nella lingua di quella comunità. Che almeno si faccia lo sforzo di apprenderne la lingua se si vuole conoscere come essa ha organizzato la propria sicurezza!

L'arrivo in massiccia dose e in così eclatante posizione di anglicismi in documenti ufficiali persino della sicurezza nazionale, insieme all'imposizione massiccia del solo inglese fin dalla prima elementare, il divieto di studiare in italiano al Politecnico di Milano, dare come obiettivo del MIUR il bilinguismo anglo-italiano permanente malgrado in Italia NON ci sia una sola comunità o minoranza di lingua inglese. Malgrado i cittadini europei NON di lingua inglese siano 445 milioni 087 mila e 331 e i lingua madre inglese siano appena 62 milioni 989 mila 550, dice inequivocabilmente che l'Italia è entrata nella seconda, e penultima, fase dell'assimilazione anglofona: quella del perseguimento del bilinguismo, più o meno coatto, della nazionalizzazione linguistica inglese. Altro che internazionalizzazione!

Se non si correrà prestissimo ai ripari, magari con l'aiuto di altri popoli guidati in modo illuminato, il Paese entrerà nella terza e ultima fase dell'assimilazione e del genocidio linguistico-culturale, in cui la generazione più giovane s'identificherà sempre di più con la lingua inglese, trovando l'italiano sempre meno rilevante. Accompagnando ciò con un sentimento di vergogna nell'usare la lingua italiana, sia da parte dei genitori, che faranno in modo d'anticipare alle materne la colonizzazione linguistica delle menti dei loro figli, sia da parte dei figli stessi.

Mano a mano quelle famiglie che continueranno ad usare esclusivamente la lingua italiana scopriranno che ci sono sempre meno famiglie interessate a parlarla, e il suo utilizzo diventerà ripiegato su se stesso ed idiosincratico, risultando di fatto ormai un dialetto. Nell'arco di una generazione, a volte nell'arco di un decennio, un bilinguismo può scivolare in un semilinguismo cosciente di sé, e di là in un monolinguismo esclusivamente inglese.

Insomma, oggi l'Italia per non perire ha bisogno non di un partito della nazione o di neo-nazionalismo, bensì di un Partito dell'italiano, della lingua italiana, dell'affermazione di uno Jus Sermonis, in quanto la lingua e la cultura italiana appartengono anche all'intera umanità.

Articolo scritto da Giorgio Pagano, esperto di diritti umani linguistici.

Articolo riadattato per Sputnik Italia dall'originale apparso sul sito Eraonlus

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Istruzione, lingua, colonizzazione, governo, Matteo Renzi, Italia
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