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    Omicidio Regeni, le ombre sul capo dell'inchiesta egiziana

    © Sputnik. Aleksey Babushkin
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    Secondo quanto reso noto da un gruppo di attivisti egiziani l'investigatore capo del caso di Giulio Regeni sarebbe stato condannato in passato per torture.

    Khaled Shalaby, l'ufficiale egiziano a cui è stata affidata l'inchiesta sulla misteriosa morte del ricercatore italiano Giulio Regeni, sarebbe stato condannato da una corte di Alessandria nel 2003, insieme ad altri due funzionari di polizia, con l'accusa di avere torturato a morte un uomo. E' quanto apparso oggi sulla bacheca Facebook di una nota attivista egiziana, Mona Seif. La rivelazione della Seif arriva nelle ore in cui il mistero sulla morte del ricercatore italiano, scomparso lo scorso 25 gennaio e trovato pochi giorni dopo senza vita nel deserto di Giza, si arricchisce di ulteriori controversi elementi.

    Paolo Gentiloni, ministro degli esteri italiano
    © East News/ ASSOCIATED PRESS/FOTOLINK

    Secondo quanto rivelato ieri dalla versione italiana del giornale online Huffington Post, nei giorni in cui si consumava la scomparsa ed il ritrovamento di Regeni al Cairo era presente il capo dell'intelligence italiana. Alberto Manetti, direttore dell'Agenzia per la sicurezza esterna (AISE) sarebbe arrivato nella capitale egiziana al culmine della tensione diplomatica tra Italia ed Egitto quando, a due giorni dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano, Roma aveva cominciato a chiedere insistentemente spiegazioni alle autorità del Cairo. 

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    Omicidio di Giulio Regeni, Omicidio, Egitto, Italia
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