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    Una famiglia al parco Gorky di Mosca

    La raccolta dei pareri sul ddl Cirinnà

    © Sputnik. Maksim Blinov
    Italia
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    Marina Tantushyan
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    Oggi si voterà al Senato per il ddl Cirinnà sulle unioni civili e poi il disegno di legge passerà alla Camera dei Deputati. Il voto di Palazzo Madama assomiglia una roulette russa. Prevederne il risultato è quasi impossibile dato che i partiti politici sono divisi e ognuno ha le sue motivazioni.

    "Noi ribadiamo con forza che la famiglia è una sola e la famiglia naturale è quella che vede insieme un uomo, una donna e dei bambini. Qualsiasi altro tipo di unione non può essere paragonato alla famiglia.  Questi sono i motivi di nostro "no" al Ddl Cirinnà", — ha detto a Sputnik-Italia il deputato di Fratelli d'Italia — Alleanza Nazionale Carlo Fidanza.

    Mentre il Senatore del M5S Gianrusso è convinto che questa legge si tratta di fornire gli italiani con i diritti che sono riconosciuti ovunque in Europa.

    "E' un atto di civiltà che va adottato perché in questo momento nel nostro paese ci sono milioni di nostri cittadini che costruiscono la loro vita insieme e non possono avere le stesse tutele che hanno altri cittadini. Questa disparità verrà eliminata. Per questo siamo favorevoli e per questo noi voteremo".

    La comunità cattolica è naturalmente contraria al ddl Cirinnà. Il noto sociologo, vice-responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, presidente dei comitati "Sì alla famiglia" Massimo Introvigne ha spiegato a Sputnik Italia i motivi della sua preoccupazione.

    "Il ddl Cirinnà è intitolato "regolamentazione delle unioni civili" ma in realtà introduce il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Non lo dico io ma lo dice il padre spirituale di questa legge, l'onorevole Scalfarotto, sottosegretario del governo Renzi, che intervistato dalla Repubblica ha dichiarato che la legge non introduce un matrimonio minore ma la stessa cosa con un altro nome per questioni di realpoltik. "La stessa cosa" si prevede una cerimonia ufficiale di stato civile, il richiamo alla disciplina del matrimonio. Quindi si tratta di matrimonio sotto altro nome. Naturalmente come ogni matrimonio attraverso vari articoli ma soprattutto l'art. 5 introduce anche l'adozione del figlio naturale o adottivo di uno di conviventi che può essere adottato anche dall'altro e così facendo si apre anche la strada alla pratica barbara dell'utero in affitto. La senatrice Cirinnà lo nega dicendo che l'utero in affitto non c'è ma facilissimo vedere che questo non è vero. Per esempio ci sono due omosessuali (Sig. Rossi e Sig.Bianchi) che contraggono l'unione civile, uno di loro, Signor Rossi, va per esempio in India dove con il suo senne e con l'ovulo di una donna opportunamente pagata è concepito un bambino che viene impiantato in altra donna oppure nella stessa con l'utero in affitto. Quindi questo bambino sarà figlio biologico di Rossi e quando lui tornerà in Italia con il bambino anche quindi il civile unito Bianchi lo può adottare. Per cui siamo come l'Alleanza Cattolica siamo contrari al matrimonio omosessuale comunque chiamato anche se non ci fossero l'adozione del figliastro perché una volta aperta quella porta, tutto il resto adozioni comprese segue le conseguenze".

    Comunque la statistica, a quale fa riferimento la communità gay, dice che oggi in Italia ci sono 100 mila bambini che già vivono in famiglie omosessuali. Come dev'essere tutelato il loro diritto, visto che rischiano di diventare orfani nel caso di perdita dei genitori naturali?

    Sondaggio

    Come votereste sul DDL Cirinnà sulle Unioni Civili?
    • Favorevole
      19% (43)
    • Contrario
      81% (183)
    Anzitutto io penso che queste statistiche siano false perché in realtà se guardiamo i dati di Istat i bambini che vivono con i due omosessuali sono poche centinaia, al massimo qualche migliaia. È probabile che alcuni dati di Istat sono sottostimati perché alcuni preferiscono di non dichiarare però allo stesso tempo questo dato di 100 mila bambini mi sembra da sociologo ridicolo e impossibile. Naturalmente quando si tratta dei diritti dei bambini non possiamo intervenire con una sanatoria. Noi pensiamo che la pratica dell'utero in affitto è una pratica barbara che umilia la dignità della donna e priva il bambino della mamma. Certamente le leggi non possono essere retroattive ma si tratta di una pratica che va fermata e non va regolarizzata ne incentivata. Per quanto invece riguarda i pochi casi del vedovo che ha un bambino e che si scopre una vocazione adulta verso una omosessualità, va a vivere con un altro uomo, poi muore anche lui e allora questo bambino come lo tuteliamo? I nostri tribunali dei minori hanno anche l'abitudine per trattare dei casi eccezionali attraverso provvedimenti di natura eccezionale. Quindi non abbiamo bisogno di nessuna generale di questo genere perché i casi cosiddetti "pietosi" in realtà sono pochissimi".

    Lei è d'accordo con il parere di alcuni pediatri che vivere in una famiglia senza la figura materna o paterna potrebbe danneggiare il bambino?

    "Non sono un pediatra, sono un sociologo. Comunque, io penso che in tutte le società storicamente i bambini sono nati facendo il riferimento a una figura maschile e una figura femminile, un padre e una madre. Questa sembra proprio un dato costante che i primi sociologi nell'ottocento che si occupavano della famiglia avevano già scoperto. Per una maturazione integralmente umana c'è bisogno di una figura maschile e di una figura femminile".

    Che cosa dovrebbe dare lo stato italiano oggi per sostenere la famiglia tradizionale che rischia di uscire di moda?

    "Questa è una buona domanda perché mi sembra che tutta l'attenzione che si focalizzi su casi di omosessuali che desiderano sposarsi e adottare dei bambini quando non si fa nulla a favore di famiglia. Non c'è un fisco a misura di famiglia in Italia, non c'è un aiuto alle famiglie numerose, non c'è un aiuto al natalità e tutto questo in un paese dove la denatalità ha raggiunto dei livelli veramente spaventosi. Quindi se ci sono delle risorse da destinare ad una famiglia, prima di inventare delle forme nuove occorrerebbe intervenire su questi tre punti: detrazioni fiscali a misura di famiglia; sostegno alle famiglie numerose e sostegno alla natalità in un paese dove ormai tutti economici riconoscono che denatalità (la mancanza dei bambini) in Italia è una delle cause più gravi della stessa crisi economica".

    Tags:
    Senato, Monica Cirinnà, Italia
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