20:05 16 Aprile 2021
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Anche quest’anno nell’ambito del Carnevale di Venezia si terrà un ciclo di eventi culturali russi.

L'annuale progetto "La missione culturale russa a Venezia" si svolgerà il 7, 8 e 9 febbraio 2016, portando nel Belpaese arte, musica e spettacoli. L'8 febbraio nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia si terrà la tradizionale serata di gala con la partecipazione dei giovani solisti del Teatro Mariinski. E il 9 febbraio al Teatro Goldoni (Venezia): sul palco l'ensemble di ballo della Khakassia "Kun Suzy" e l'ensemble di ballo e musica della Khakassia "Uger", che rappresenteranno lo spettacolo "Il cuculo d'oro". 

La creatività russa è veramente sconfinata. Oltre il programma ufficiale ci sarà anche quella non-formale. Si tratta della prima opera di strada "Il Ballo del Culo" ricca di riferimenti a protagonisti serenissimi, tra cui Tiziano, Don Othello, Desdemònna e Tinto Brass, con musicisti da tutta l'Eurasia ma anche proiezioni murali. Più di 99 performances del Ballo spettano alla Serenissima dal 4 al 7 febbraio, da mezzogiorno alle 5 di sera.

Sergey Nikitin, culturologa, curatore di questo progetto artistico ha raccontato a Sputnik Italia della sua nascita e della sua filosofia.

— Sergey, come è nato questo progetto? E' stato un frutto della fantasia russa?

— Il format innovativo è che artisti sono stessi veneziani che ne partecipano! Ognuno può avere la sua parte nel grande ballo del Culo! Siamo tutti invitati. 

Il Ballo è un frutto di fantasia del Teatro instabile de Venezia, compania internazionale di musicisti, letterati, registi, professori, scultori, sociopsicologici, storici dell'arte, compositori, cuochi, esperti di turismo globale e ovviamente muse. Siamo di Parigi, Mosca, San Pietroburgo, Roma, Trento, Verona, Napoli & Venezia stessa!

Nel nostro progetto ci ha ispirato la grande tradizione europea — da Tiziano e Tintoretto a Tinto Brass, Goffman ed ovviamente Gogol con il suo Naso. Infatti lo dice anche una delle nostre canzoni:

Il ballo del Culo
Il ballo del Culo

"Dicono i Russi che 100'anni fa c'era un Naso che viveva solo.

Per le belle strade della sua città camminava senz'alcun pudore

A Venezia un Culo magnifico regnò

E molti matrimoni e vite lui salvò!"

— Come mai avete sсelto un nome cosi stravagante?

— Ne viene naturale. Guardiamo bene intorno. Cosa si vede?.. A parte scherzi, mi piace molto questa leggenda veneziana di Capitan Cul. Peccato che è poco nota ancora!  Anche il carattere di Culo di Venezia mi è simpatico come persona, perché durante il suo regno ha salvato molti matrimoni a Venezia e ha sconfitto il vecchio nemico di veneziani — Genova!

— Ogni opera ha di solito il suo libretto. Chi ha scritto il testo del ballo del culo?

— Ho scritto io e poi ognuno di noi ha fatto una revisione.  

— Quale messaggio volete trasmettere al pubblico?

— Bienvenuti al Culo! Let's dance, let's sing!

— "Il Ballo del Culo" non è il primo progetto che lei realizza in Laguna. Sembra che Venezia le ispira sempre di più? Cosa le lega al città sull'acqua?

— Mi lega… questa aria nebbiosa, le belle pietre che sorgono dall'aqua, dialetto veneziano — da Goldoni ai cinesi.  E' una città di grande potenziale culturale che vorrei sviluppare con le nostre opere ma anche con altri progetti per la Biennale.

— Pensa di "esportare" l'atmosfera di questo ballo in altri paesi?

— Assolutamente sì! Abbiamo già la gente di Roma che la vogliono. E poi andremo a Londra e Hong Kong!

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Tags:
carnevale, Italia, Venezia
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