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    Venezia, gondoliere

    Venezia, un mistero da scoprire

    © Foto: Dukas Ju
    Italia
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    Tatiana Santi
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    È tempo di Carnevale e quello della laguna veneziana è sicuramente uno dei più famosi in assoluto. Nonostante sia una delle città più visitate e amate al mondo, Venezia rimane avvolta da un affascinante mistero.

    Tra le calli affollate di turisti, i vaporetti, i canali, i souvenir di Murano e le gondole può sfuggire l'animo della città sospesa sulla laguna. Mostrare com'è la Venezia più autentica e chi sono i veri veneziani è l'obiettivo della regista moscovita di origini armene Tatiana Daniliyants, che trova proprio a Venezia la patria del suo cuore. L'avventura veneziana di Tatiana comincia per caso negli anni '90, quando per uno stage universitario si reca nella città di Goldoni. Uscita dalla stazione Santa Lucia, Tatiana capisce di "trovarsi in un altro mondo".

    Tatiana Daniliyants
    © Foto: fornita da Tatiana Daniliyants
    Tatiana Daniliyants

    Nei suoi film e nelle sue fotografie la regista descrive questo mondo, l'universo veneziano, dove i protagonisti che si raccontano sono i veneziani doc. Per molti Venezia sembra una favola, una città magica, per Tatiana è "un modello ideale per l'esistenza di un uomo in tutta la sua fragilità". La regista Tatiana Daniliyants ha raccontato a Sputnik Italia la sua Venezia, una chiave di interpretazione di una città tutta da scoprire, e perché no, insieme agli stessi veneziani.

    — Quando è entrata nella tua vita Venezia?

    — Nel 1995 mi sono laureata all'Università d'arte Surikov, all'epoca avevo già tanti amici italiani a Mosca. In quegli anni mi venne l'idea di fare la richiesta per partecipare assieme ad altri compagni ad uno stage alla Guggenheim Collection di Venezia. È stato un caso, non avevo mai sognato di andare a Venezia in realtà. Fui proprio io ad essere scelta per partecipare a quello stage.

    La Venezia del Nord, San Pietroburgo.
    © Sputnik. Alexei Danichev

    Così nel '95 sono arrivata a Venezia alla stazione Santa Lucia e mi sono trovata in un altro mondo. Ho preso il primo vaporetto e così è iniziata la mia avventura.

    — In seguito piano piano hai sempre legato di più con questa città. Come potresti descrivere Venezia, che cosa significa per te?

    — Siccome ho girato 3 film e scritto un libro su Venezia per me è difficile descriverla in poche parole. Il personaggio di un mio film una volta ha detto: "Venezia è tutto". Per me Venezia è un modello ideale per l'esistenza di un uomo in tutta la sua fragilità. Riconoscere che l'uomo da una parte è fragile e d'altra parte è incredibilmente forte, su questo secondo me si basa la civilizzazione veneziana.

    — Uno dei tuoi film si chiama "Venezia, giardino nascosto". In effetti sembra che questa città sia avvolta da un mistero. Tu l'hai scoperto il suo mistero? Come sono i veri veneziani, i personaggi dei tuoi film?

    Venezia: restare a galla
    © Foto: fornita da Tatiana Daniliyants
    "Venezia: restare a galla"

    — Con i miei due film "Venezia, giardino nascosto" e "Venezia: restare a galla" ho cercato di mostrare le diverse tipologie di veneziani. Il primo film racconta di quella che noi chiamiamo l' "elite culturale", il secondo film parla delle persone più comuni, che mantengono viva Venezia. Lo fanno grazie al loro lavoro sull'acqua, cioè il gondolieri, i costruttori di navi, chi dirige il trasporto ecc. Sono molto diversi questi strati della città. Tracciando una linea comune, posso dire che i veri veneziani, i personaggi dei miei film, hanno un tratto paradossale: un'incredibile sensibilità e la capacità di essere molto forti. Un'altra loro particolarità è la precisione, la proporzione. Questo è dovuto alla loro vita sull'acqua e al rapporto fisico che hanno col tempo.

    — Da secoli gli artisti di tutto il mondo visitano l'Italia, la studiano, come fai anche tu. Da fuori spesso si notano dettagli di cui gli abitanti del posto non si accorgono. Secondo te per i veneziani sarà interessante vedere i tuoi film, magari aprirai loro un'altra Venezia?

    — I veneziani sono sempre stati molto curiosi e aperti ad altre culture. Tuttora quando sei a Venezia ti puoi trovare in mondi diversi: la Cina, l'India, il ghetto ebraico con la sua atmosfera, la presenza armena. Direi che Venezia è uno Stato multiculturale.

    Per i veneziani è interessante non solo scoprire nuove culture, ma capire anche come loro vengono visti dagli altri. I miei due film sui veneziani sono stati proiettati nell'ambito del Festival del cinema di Venezia. Alla prima erano presenti per la maggior parte del pubblico i cittadini di Venezia. È stato molto interessante osservare le loro reazioni. Credo di essere riuscita a trasmettere qualcosa di autentico.

    — Sono stati fatti tantissimi film sull'Italia da registi stranieri, ma spesso sono basati su stereotipi. I veneziani invece si sono riconosciuti nei tuoi film?

    — Sì, è stato molto toccante. Ho visto come il pubblico piangeva, si commuoveva, a volte rideva. Lì ti rendi conto di aver creato qualcosa di vero.

    — Quali progetti hai per il futuro, Venezia sarà ancora nel tuo obiettivo?

    Il regista Serghei Paradzhanov
    © Sputnik. Мангасарян
    Il regista Serghei Paradzhanov

    — Due anni fa ho cominciato un progetto dedicato a Venezia e al personaggio di Serghei Paradzhanov, uno dei più grandi registi del XX secolo. Il progetto si chiama "I doni da Venezia a Serghei Paradzhanov". Nonostante lui stesso avesse visitato Venezia solo una volta, con il mio progetto ho tentato di costruire un ponte tra il cosmo di Venezia e quello di Paradzhanov, un personaggio mondiale. Il mio progetto è composto di fotografie, sculture di vetro di Murano e un piccolo film. Questa mostra ha già viaggiato in Armenia, l'abbiamo esposta a Mosca e a Ekaterinburg. Ebbene, il mio sogno sarebbe portare il progetto anche a Venezia e raccontare alle persone di Paradzhanov, una persona così vicina spiritualmente alla città di Venezia.

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    Tags:
    Cultura, Tatiana Daniliyants, Italia, Venezia
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