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00:17 21 Settembre 2019
Renzi e Putin all'Expo di Milano

Renzi e la Russia, amici nonostante tutto?

© AP Photo / Antonio Calanni
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Essere amici della Russia non è ben visto sull’arena politica occidentale. Anche quando sono in ballo importanti interessi economici, è sempre difficile dire una buona parola su Mosca. L’Italia però fa uno strappo alla regola.

Senza parlare della leggendaria amicizia tra Berlusconi e Putin, si può intercettare qualche segnale di apertura verso la Russia anche da parte del governo Renzi. I danni delle sanzioni antirusse si fanno sentire sull'imprenditoria italiana e Renzi non può ignorarlo. I rapporti economici con Mosca sono fondamentali per l'Italia, le sanzioni un'idiozia e Renzi lo sa, anche se non lo dice. L'Italia ha tentato di sollevare un dibattito attorno al rinnovo automatico delle sanzioni, ma è stata zittita dall'Ue. I rapporti con la Russia sono importanti non solo da un punto di vista puramente economico, ma anche politico, visto l'impegno della Russia in Siria, dove combatte il Daesh anche per l'Europa, Italia compresa.

Germano Dottori
© Foto : fornita da Germano Dottori
Germano Dottori
Che cosa o chi non permette all'Italia di perseguire una propria linea politica, nella quale la Russia avrebbe certamente un ruolo fondamentale? Ebbene, in che stato versano i rapporti italo-russi con Renzi al potere? Sputnik Italia ne ha parlato con Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss Guido Carli e analista di Limes.

— Analizzando i rapporti tra Italia e Russia con Renzi al potere che cosa emerge?

— A me pare che Renzi sia il presidente del consiglio italiano più aperto nei confronti della Russia dai tempi di Berlusconi. Sicuramente è molto più disponibile rispetto a quanto lo erano Mario Monti e Enrico Letta. C'è anche la volontà di intercettare i voti di tutta quella parte di imprenditoria italiana, che è danneggiata dalle sanzioni.

Penso ci sia una visione inoltre che va al di là di questo. Il momento in cui lo si è visto meglio è stato quando l'Italia ha tentato di promuovere in Consiglio europeo un dibattito sulla proroga delle sanzioni fino a luglio. L'Italia ha assunto un'iniziativa di alto profilo, malgrado poi lo stesso Renzi ad Antalya nel cosiddetto «Quint» assieme agli altri capi di governo occidentali fossero d'accordo sulla proroga delle sanzioni. L'Italia ha preso un'iniziativa comunque assai significativa.

— Dopo aver sollevato la questione della proroga automatica delle sanzioni, quando si è arrivati al dunque però Renzi si è fatto indietro.

— No, Renzi non si è fatto indietro, l'Italia è stata isolata e battuta. La presidenza del Consiglio europeo ha rifiutato l'inserimento del punto all'ordine del giorno, ha deferito al Comitato degli Ambasciatori il compito di procedere alla proroga. Il Comitato degli Ambasciatori l'ha fatto, anche se per la prima volta con una procedura un po'diversa, chiedendo cioè a stretto giro di posta in 2-3 giorni una risposta scritta di assenso da parte delle capitali dei Paesi dell'Unione europea.

Decollo di un Tornado GR.1 della RAF e del prototipo F.2.
© Foto : Wikipedia/Pubblico Dominio
È stata una sconfitta evidentemente perché l'Italia quando si trova da sola, ad un certo punto, non va fino in fondo. La sconfitta c'è stata, visto che poi Renzi ha avvicendato anzitempo il nostro ambasciatore all'Ue. Che il gesto fosse sostanziale lo prova anche il fatto che per cautelarsi nei confronti degli americani, mentre veniva fatta quest'operazione, Renzi ha per la prima volta aperto all'idea di inviare i soldati italiani a combattere nella zona del Daesh. Poco conta se è stato detto che vanno a difendere una diga, in realtà vanno in uno dei punti caldi dell'Iraq, dove quest'anno potrebbe svolgersi anche una grande battaglia. Non è una cosa da poco.

— Ogni volta che l'Italia fa un passo verso la Russia, poi sembra si debba giustificare o fare due passi indietro. Chi impedisce all'Italia di andare avanti con la propria politica?

— Questo deriva dalla debolezza politica dell'Italia e dalla fragilità del suo sistema istituzionale. Ad un certo punto, l'Italia può anche essere destabilizzata dall'esterno, se fa un passo troppo lungo. C'è da dire inoltre che in questo momento l'Italia è sotto una forte pressione da parte di Francia e Germania, che stanno cercando di mettere le mani su asset importanti della sua economia. Ho la netta impressione che il nostro presidente del consiglio guardi molto agli Stati Uniti per bilanciare questa pressione o per contrastarla in qualche modo.

In queste condizioni è chiaro che gli strappi fatti in favore della Russia per forza sono limitati. Rimane comunque il fatto che l'Italia è l'unico Paesi che fa questi passi politici.

— Anche se non sono più i tempi della grande amicizia e del forte rapporto politico tra Berlusconi e Putin, possiamo dire che alla fine anche con Renzi i rapporti italo-russi sono buoni?

— Stanno sicuramente migliorando in modo significativo e potrebbe maturare ancora di più questa relazione se a un livello più alto si determinassero certe circostanze internazionali. Il fatto che lo stesso Kerry per la prima volta cominci ad accennare l'ipotesi che forse le sanzioni alla Russia prima o poi possono essere rimosse, mi pare un segnale che va nella giusta direzione. Una volta che questo fosse ottenuto, l'Italia si getta anima e corpo nel ristabilimento di queste relazioni.

I rapporti con la Russia sono importanti per l'Italia non solo economicamente, anche se gli italiani ragionano sempre in termini commerciali. Sono importanti anche dal punto di vista politico. Non lo possiamo dire, ma a noi piace quello la Russia fa in Siria, piace in qualche modo anche in Vaticano. Nessuno voleva che gli integralisti e i fondamentalisti jihadisti vincessero in Siria. Che i russi si si stiano spendendo per evitare questo risultato piace.

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Relazioni Internazionali, relazioni economiche, Relazioni Italia-Russia, Vladimir Putin, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, UE, Europa, Italia
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