15:51 27 Novembre 2020
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Il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Hassan Rohani è concluso il suo viaggio in Italia. Si tratta della prima visita ufficiale del leader iraniano in Europa da 17 anni e la prima visita all’estero da quando sono state tolte le sanzioni internazionali sulla Repubblica islamica a seguito dell'accordo nucleare.

Hassan Rohani e Matteo Renzi
© AFP 2020 / TIZIANA FABI
Hassan Rohani e Matteo Renzi
La sua visita di due giorni si è iniziata con la stretta di mano al presidente della Repubblica Mattarella nel cortile del Quirinale. In serata Rohani è stato ricevuto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi al Campidoglio. Martedì il presidente iraniano ha avuto l'incontro con Papa Francesco in Vaticano e ha partecipato al business forum italo-iraniano.

Lasciando Teheran, alla guida di una vasta delegazione di ministri ed imprenditori, Rohani ha sottolineato che "l'Iran vuole utilizzare l'atmosfera positiva" creata dall'accordo sul programma nucleare iraniano.

Prof. Federico Niglia, docente di storia delle relazioni internazionali dell'Università di LUISS Guido Carli di Roma ha raccontato a Sputnik-Italia che impatto avrà il tournée europeo di Hassan Rohani sui rapporti bilaterali tra l'Iran e l'Ue.

— Come valuterebbe i risultati di questa visita storica? Rohani è riuscito a mostrare il nuovo volto del suo paese?

— Io sarei cauto nei giudizi. Credo che questa vista vada collocata all'interno di un processo più ampio che deve essere confermato e consolidato e richiederà ancora del tempo. La visita di Rohani a Roma sarebbe stata una prima visione, un'apertura di una seria di rapporti politici che tenderanno sempre ad approfondirsi.

Sicuramente il risultato della visita è stato positivo però io credo che questo primo passaggio vada letto all'interno di due questioni più ampie. Prima riguarda la fine definitiva dell'embargo che è legata sostanzialmente all'accordo sul regime nucleare. Questo dunque un fatto che non deve essere dato per scontato anche se tutto fa pensare che da quel punto di vista si sia voltando pagina.

Il presidente iraniano Hassan Rohani
© REUTERS / Tony Gentile
La seconda questione è la stabilizzazione di Rohani in Iran e la continuità della politica estera iraniana. Dobbiamo infatti tenere presente che gli iraniani saranno chiamati a rinnovare il parlamento e ci sarà una competizione molto accentuata fra diverse visioni politiche. Quella di Rohani sembra, sulla base di principali commenti che vengono fatti, dominante e vincente. Qui però bisogna tenere presente che si tratta di due variabili ancora non stabilizzati. E dunque, tutto quello che verrà fuori fra l'Italia, l'Europa e l'Iran sarà condizionato da queste due grandi questioni aperte.  

— Prima delle sanzioni contro Teheran, l'Italia era il primo partner commerciale dell'Iran con l'interscambio di 6 miliardi euro. In questi anni numerose aziende italiane hanno lasciato l'Iran. Cosa succede adesso? I due paesi riusciranno a rilanciare gli storici legami stabiliti da Enrico Mattei nel 1957 e rinnovare la collaborazione?

— Sicuramente con la fine delle sanzioni ci sarà un incremento di tutti interscambi commerciali, non solo quelli dell'Italia. Però per l'Italia sarà abbastanza difficile riguadagnare quella leadership commerciale che aveva prima delle sanzioni che poi aveva tanto penalizzato l'Italia. È molto difficile perché ci sono altri paesi competitivi nella stessa Ue. Penso alla Germania, alla Francia. C'è una grande aspettativa dei mercati internazionali per la riapertura dell'Iran, per cui molte società di consulenza internazionali stanno valutando e offrendo servizi alle aziende di tutto il mondo per approfittare dell'opportunità iraniana.

L'opportunità iraniana riguarda certamente le materie prime, a partire del petrolio, ma riguarda anche la produzione industriale e la vendita di macchine. Altro all'Italia di Enrico Mattei che è stata già citata, va detto che c'è un tessuto molto ampio di imprese che riguardavano soprattutto la meccanica strumentale e tutta una seria di piccoli, medie e grandi imprese che facevano grande l'Italia in Iran. L'aspettativa è che questo complesso industriale riprenda una sua centralità nell'economia iraniana.      

— Quale ruolo può svolgere l'Iran "rinato" nella risoluzione della crisi siriana e libica e soprattutto nella lotta contro il terrorismo internazionale? Lei è d'accordo con il parere del premier Renzi che ha detto che "Con l'Iran sarebbe più facile vincere contro terrorismo"?

— E' una convinzione molto diffusa quella che l'Iran possa contribuire positivamente alla soluzione della questione DAESH. С'è da dire che fino ad oggi l'Iran ha rappresentato una complicazione sicuramente in Siria. Perché il sostegno dato al leadership di Bashar al-Assad è stato giudicato da alcuni molto negativamente perché quest'appoggio garantiva la sopravvivenza e la capacità di combattere la Siria di Assad. Va anche detto che però ora il problema principale sembra essere un'altro, quello del DAESH e dunque viene meno il problema generato da sostegno al-Assad e ci si aspetta che l'Iran possa contribuire attivamente a contenere il fenomeno DAESH, quantomeno dal punto di vista militare. In secondo ordine, va detto che si profila sempre più un'immagine dell'Iran come capace di contenere un terrorismo sempre più legato al mondo sunnita. Cioè l'Iran come potenza sciita, che fa da bilanciamento, ha una radicalizzazione dell'islam che avviene soprattutto nell'aria sunnita.

In questa chiave molti commentatori hanno letto positivamente il contrasto tra l'Iran e l'Arabia Saudita che è un contrasto che affonda le sue radici in molte ragioni sia di tipo storico, sia legati al contingenze momentanee, ad esempio su chi svolgerà il ruolo della potenza-leader nell'area. Certamente molti vedono nell'emergere dell'Iran come un bilanciamento però bisogna anche capire quanto peserà la contrapposizione tra l'Israele e l'Iran sul reinserimento dell'Iran e sulla sua capacità di essere un attore costruttivo per la stabilizzazione regionale.    

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Tags:
ISIS, Relazioni Internazionali, Cooperazione, relazioni Italia-Iran, relazioni economiche, visita presidente dell'Iran, Lotta al terrorismo, Bashar al-Assad, Matteo Renzi, Arabia Saudita, Iran, Europa, Italia
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