16:45 20 Luglio 2018
Il Presidente italiano Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano punta il dito contro i nazionalismi

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In un'intervista per La Stampa, l’ex Presidente della Repubblica cita Mitterrand: “Il nazionalismo è la guerra!” Su Putin: “E’ un partner assolutamente necessario, sia per la lotta al terrorismo e al fondamentalismo islamico, sia per altre sfide e crisi globali”.

"Bisogna essere convinti", afferma Napolitano senza esitazione, "e tenere una linea europea lungimirante: non c'è Stato nazionale europeo, anche il più potente ed efficiente, che possa contare — e nemmeno salvarsi — da solo nel mondo di oggi". E cita l'ultimo discorso di Mitterrand al Parlamento europeo: "Quel che conta è l'Europa delle culture, non delle nazioni chiuse in se stesse. Guai se si ritorna al passato. Il nazionalismo è la guerra!".

L'ex presidente italiano teme i "rigurgiti nazionalistici" cui stiamo assistendo negli ultimi anni, e definisce "folle" l'illusione "di poter conservare, tenendo in vita e rilanciando le sovranità nazionali, tutto quello che si è acquisito in benessere e perfino opulenza". Il cammino da seguire sarebbe quello della gestione comune di "più sovranità condivisa, come ci indica anche l'articolo 11 della nostra Costituzione", per esempio nei settori "della politica estera e di sicurezza comune", riprendendo "l'intuizione del 1954" di De Gasperi e Spinelli, che proposero una "Comunità politica europea".

Un altro passo avanti sarebbe "il passaggio dall'unione monetaria a quella economica a guida politica: progetti d'investimento comuni, completamento dell'unione bancaria, un bilancio europeo fondato su risorse adeguate". In tutto questo "travaglio", il ruolo dell'Italia, secondo Napolitano, è "quello di promuovere e perseguire maggiore integrazione, a partire dall'immigrazione", un fronte "sul quale abbiamo fatto molto, delineando anche una nuova strategia di reale condivisione delle responsabilità, anche se poi si resta condizionati dall'anacronistico accordo di Dublino".

Secondo Napolitano, l'Italia non deve "avere complessi di inferiorità, ma nemmeno il complesso dell'Italia maltrattata", dal momento che "se oggi abbiamo miliardi in più nel bilancio dello Stato, lo dobbiamo all'Europa, alla Bce, alla sua linea nel comune interesse europeo".

L'intervista pubblicata da La Stampa si conclude con una domanda sul presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin: "Un partner o un problema?". "Putin è un partner assolutamente necessario, sia per la lotta al terrorismo e al fondamentalismo islamico, sia per altre sfide e crisi globali", risponde Napolitano, "Ma è un partner che pone dei problemi. Dobbiamo farcene una ragione, c'è una forte componente di orgoglio e potenza nazionale nella presidenza Putin, che reagisce a quelle che considera mortificazioni del ruolo della Russia subite dopo il crollo dell'Unione Sovietica". Nonostante ciò, il Presidente della Repubblica mette in guardia politici e mass media occidentali: "Di qui a definire Putin "Zar", come non si fece neanche per Stalin… Stiamo attenti a evitare formulette e a non inventare spettri. Confrontiamoci sui nodi da sciogliere, e lavoriamo per una sostenibile cooperazione". 

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Migranti, Lotta al terrorismo, Giorgio Napolitano, Italia
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