14:08 18 Agosto 2018
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a Strasburgo.

Sangue infetto, la delusione dei pazienti italiani

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Italia
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I ricordi accolti dalla Corte europea dei diritti umani sono solo un terzo rispetto al totale e le cifre accordate a titolo di risarcimento non bastano a sanare situazioni in molti casi drammatici.

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso di 371 persone, che, a titolo di risarcimento del danno subito, riceveranno complessivamente 10 milioni di euro. Per sette pazienti che hanno presentato ricorso alla Corte, i giudici di Strasburgo hanno stanziato un risarcimento per danni materiali che varia dai 73mila ai 350mila euro, avendo stabilito che lo Stato italiano ha violato il diritto ad un equo processo ed il rispetto alla proprietà privata. Per gli altri 364 casi, la Corte ha ordinato all'Italia il pagamento di una cifra tra i 20mila ed i 35mila euro per danni morali in considerazione della eccessiva durata dei procedimenti.

Per gli altri ricorrenti, circa 500 persone la Corte ha rigettato i ricorsi, lasciando così pazienti e famiglie in uno stato di abbandono, così come più volte denunciato dalle associazioni di vittime da emotrafusioni, che in Italia hanno colpito circa 120mila persone.

"La nostra lotta va avanti da più di 30 anni — ha detto Angelo Magrini al Corsera — e la sentenza di oggi pur importante perchè da dignità alle persone (ed in questo senso è una vittoria) non basta e non ci soddisfa del tutto". Magrini, presidente dell'associazione politrafusi, ha contratto nel 1991 l'epatite C a causa di una trasfusione con sangue infetto ed oggi è malato di cancro al fegato. Nel ricorso a Strasburgo — ha commentato — avevamo chiesto un risarcimento di 630mila euro per le famiglie degli infettati deceduti e 430mila per i viventi. La Corte ha riconosciuto risarcimenti molto inferiori e solo per i viventi. Ma in 30 anni 4.500 persone sono morte senza ricevere nemmeno un soldo". 

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Trasfusione sangue scandalo, Corte Europea dei diritti umani, Italia
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