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    Sangue infetto, Strasburgo condanna l'Italia

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    La Corte europea dei diritti dell'uomo condanna lo Stato italiano a risarcire 900 cittadini che hanno contratto malattie attraverso trasfusioni sanguigne.

    Lo Stato italiano pagherà 20 milioni a titolo di risarcimento del danno a 889 cittadini che hanno contratto a diverso titolo una serie di malattie a causa di trasfusioni con sangue infetto in strutture sanitarie pubbliche. A deciderlo è stata oggi la Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha accolto una ventini di ricorsi, in attesa di un pronunciamento dal 2012.

    La Corte ha riconosciuto ai pazienti, che hanno contratto malattie come epatite B o C e virus HIV, un indennizzo amministrativo, in considerazione del nesso di causalità emerso dai diversi procedimenti che la giustizia civile italiana ha portato avanti in questi anni.

    Non è la prima sentenza che riguarda l'Italia in questo ambito. La Corte di Strasburgo infatti, aveva già costretto lo Stato italiano a versare ai 60mila pazienti infettati, questa la cifra complessiva delle persone che hanno contratto patologie a causa di trasfusioni con sangue infetto, un'indennità integrativa speciale, come previsto dalla legge. 

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    Condanna, Corte Europea dei diritti umani, Italia
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