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    Il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

    Gentiloni, legittimo l’export di armi verso l’Arabia Saudita

    © AP Photo/ Angelo Carconi, Ansa
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    Rispettato l’embargo verso Siria e Libia.

    "L'Italia rispetta le leggi del nostro Paese, le regole dell'Ue e quelle internazionali sia per quel che riguarda l'embargo che i sistemi d'arma vietati". Così il ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, rispondendo alla camera a un'interrogazione parlamentare del Movimento 5 Stelle sull'esportazione di armi verso l'Arabia Saudita e verso tutti i Paesi che violano i principi generali sul controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento.

    "Abbiamo un'industria della Difesa moderna che ha rapporti di scambio ed esportazione con molti Paesi del mondo; è importante ribadire che l'Arabia Saudita, Paese che fa parte della coalizione anti-Isis, non è il primo Paese destinatario delle nostre esportazioni" ha rilevato Gentiloni, spiegando che dai dati relativi al 2014 risulta che nell'export di armi verso l'Arabia Saudita, l'Italia è preceduta da Gran Bretagna, Francia e Germania.

    "Verso Israele, che è un Paese amico, ha aggiunto il responsabile alla Farnesina, abbiamo esportato tre milioni di euro contro gli oltre 250 della Germania o i 28 della Romania".

    Inoltre, il ministro Gentiloni ha precisato: "Nei confronti di Paesi come la Siria o la Libia naturalmente il governo rispetta pienamente embargo alle forniture di armi stabilito in entrambi i casi nel 2011 a livello internazionale".

    L'interrogazione del M5S si riferisce a un un documento congiunto di Rete Italiana per il Disarmo, Amnesty International e Osservatorio permanente sulle armi (Opal) di Brescia, in cui si legge che "ordigni inesplosi del tipo di quelli inviati dall'Italia, come le bombe MK84 e Blu109, sono stati ritrovati in diverse città dello Yemen bombardate dalla coalizione saudita".

    Ma Gentiloni nulla ha detto sui bombardamenti dell'Arabia Saudita in Yemen, dove è in corso un conflitto che ha causato una vera e propria catastrofe umanitaria: oltre 6mila morti, di cui più della metà tra la popolazione civile yemenita, 25mila feriti, un milione di sfollati, 21 milioni di persone che abbisognano di urgenti aiuti umanitari e 6 milioni di persone che necessitano di assistenza di primo soccorso.

    Non troppo implicitamente, la Farnesina giustifica le guerre e le tragedie umanitarie che queste comportano in nome dei posti di lavoro che garantirebbe l'industria bellica al Paese e all'economia.

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    Difesa, Armi, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Arabia Saudita, Italia
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