04:00 07 Agosto 2020
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Nelle ore in cui il ministro italiano degli Interni incontra gli omologhi europei per delineare una strategia comune contro il terrorismo fondamentalista, in Italia sgominata una cellula mafiosa che progettava di ucciderlo.

"Dovrebbe fare la fine di Kennedy".

E' questa una delle tante frasi riportate nelle intercettazioni telefoniche e ambientali che questa mattina hanno portato all'arresto di sei presunti mafiosi, che a Corleone parlavano di un attentato al ministro degli Interni italiano, Angelino Alfano.

A finire in manette volti già noti alla giustizia siciliana, come Rosario Lo Bue, già in carcere per reati di mafia ed altri 5, tutti considerati dagli inquirenti nella sfera di influenza di Toto Riina della cosiddetta mafia corleonese. I sei arrestati sono considerati dagli investigatori siciliani i nuovi boss reggenti proprio della città siciliana e sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, danneggiamento ed illecita detenzione di armi da fuoco. L'operazione "Grande Passo 3" condotta dai carabinieri del gruppo Monreale e coordinata dalla Procura Palermo ha dunque svelato le minacce nei confronti del ministro, su cui alcuni dei sei arrestati si soffermano in diverse telefonate.

"Dalle galere dicono cose brutte su di lui — dice uno degli arrestati intercettato dagli inquirenti — è un cane per tutti i carcerati".

Il riferimento è sempre al ministro Alfano, accusato di avere spinto per l'inasprimento del regime di carcere duro per i reati di mafia. 

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Mafia, Il Ministro degli Interni Angelino Alfano, Italia
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