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    Renzi, “priva di senso dichiarazione di guerra”

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    "Siamo determinati contro il terrore ma le reazioni producono le Libia bis e tutto ci possiamo permettere tranne quello".

    Fermo restando che "l'Italia fa la sua parte", come dimostrano le recenti espulsioni e perquisizioni, il premier Matteo Renzi, intervenendo alla presentazione di Origami, il nuovo settimanale de La Stampa ha dichiarato che "di fronte a un'aggressione alla nostra identità. la dichiarazione di guerra non ha senso. Quella che serve è una reazione nel breve e medio periodo".

    E ha aggiunto: "Tutta la comunità internazionale cerchi di fare l'accordo in Siria, cerchi di fare un accordo per la Libia e rafforzi il governo Ragadi in Iraq".

    Il premier italiano afferma di essere capire "chi utilizza la parola guerra ma io non la uso. E' evidente che l'attacco di Parigi è strutturalmente un attacco militare" ma è soprattutto "una gigantesca aggressione all'idea stessa della nostra identità'".

    Quindi il capo dell'esecutivo ha avvertito: "Nessuno di noi si può permettere il lusso di dire tranquilli non c'è pericolo: chi lo dice vive su Marte. Hanno colpito persino in Australia. Nessuno può pensare di essere immune dal pericolo terrorismo".

    Stiamo provando — ha rimarcato Renzi — a fare di più di quello che è necessario per la sicurezza, perché non c'è mai un limite. Spero che nelle prossime ore più che immaginare chissà quali interventi possa esserci un intervento, questo proporrò, di grande investimento sulla tecnologia".

    Infine Renzi è tornato sulle azioni da considerare in questa fase: "Siamo determinati contro il terrore ma le reazioni — ha ammonito — producono le Libia bis e tutto ci possiamo permettere tranne quello". 

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    Sicurezza, Matteo Renzi
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