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    Tante domande vengono dopo aver letto le intercettazioni dell’inchiesta su Mafia Capitale

    Trattativa Stato Mafia, assolto l'ex ministro Mannino

    © AFP 2017/ Filippo Monteforte
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    Assoluzione per non avere commesso il fatto. Il pool di Palermo va avanti e fa ricorso alla sentenza

    "Sono fiero di aver contribuito ad accertare la responsabilità di più di venti soggetti definitivamente condannati per la strage di Via d'Amelio. Sono ancora più fiero che da quel lavoro siano venuti spunti concreti per ritenere che quella strage non sia solo di mafia".

    Con queste parole il pubblico ministero, Antonino Di Matteo, replica all'ex ministro Calogero Mannino, che lo accusa di "condannare persone innocenti per colpa della sua ostinazione", dopo il primo verdetto sulla trattativa fra lo Stato e la mafia che assolve quest'ultimo.

    Secondo i pubblici ministeri del pool di Palermo fu proprio l'ex ministro democristiano, all'indomani dell'omicidio del suo collega di partito Salvo Lima nel marzo ‘92, a imbastire i primi contatti fra Cosa Nostra e i vertici dello Stato, temendo di essere la vittima successiva dell'offensiva mafiosa. Sarebbe stato lui a innescare la trama della trattativa, e il conseguente rafforzamento del ricatto dei boss: ottenere vantaggi (soprattutto sul piano della legislazione antimafia e il trattamento carcerario per i detenuti) in cambio della cessazione degli attentati.

    Ma oggi per il Tribunale di Palermo Mannino non ha commesso il reato di «violenza o minaccia a un Corpo politico dello Stato», in concorso con gli stragisti. Assoluzione «per non aver commesso il fatto»: il che non significa che «il fatto non sussiste». Dunque non è una sconfessione totale dell'ipotesi che la trattativa ci sia stata (con annesso ricatto); Mannino tuttavia non vi avrebbe preso parte.

    Il dibattimento per tutti gli altri imputati va avanti, i pubblici ministeri hanno già annunciato che faranno ricorso contro il verdetto su Mannino prima ancora di conoscerne le motivazioni. Di certo però, il processo che più di tutti ha fatto discutere nel corso degli anni, provocando polemiche e conflitti arrivati fino al Quirinale per le intercettazioni in cui casualmente incappò anche l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha subito un duro colpo. Che sia "stato lo Stato" ad infliggerlo, lo accerteranno le prossime tappe del processo e i prossimi integerrimi giudici che si affacceranno a questa delicata vicenda che pone le istituzioni a nudo.

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    Mafia Capitale, Antonino Di Matteo, Calogero Mannino, Italia
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