03:48 31 Ottobre 2020
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Intervista per Sputnik Italia di Piero Galli, direttore generale Sales and Enterntainment di EXPO 2015.

Siamo arrivati alla fine dell'EXPO Milano 2015, quali sono, secondo lei, i motivi di questo successo?

I motivi del successo in verità sono tanti, io partirei dal grande lavoro preparatorio e dall'organizzazione efficace che tutto il team Expo ha effettuato in questi ultimi anni. Per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali abbiamo messo al centro dell'evento il visitatore e il tema, stimolando tutti i paesi partecipanti a considerare il visitatore come il giudice più importante. In questo modo abbiamo potuto portare qui più di 21 milioni di persone — non soltanto italiani ma anche stranieri.  Sono orgoglioso di specificare che secondo i sondaggi, circa il 54% dei visitatori stranieri di Expo hanno espresso il desiderio di voler ritornare in Italia l'anno prossimo. Milano è stata la porta per vedere un'Italia diversa che si è preparata ad accogliere i visitatori con offerte turistiche più complete e moderne. Infatti, quest'anno The New York Times ha dichiarato Milano la città #1 nella lista delle 52 città da visitare nel 2015, grazie a Expo Milano 2015. Un onore per noi e una sfida. L'importanza del tema — Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita — secondo me è un altro motivo importante: la nutrizione è un argomento cruciale per le sorti dell'umanità, l'aumento della popolazione, la scarsità di acqua e di risorse agricole impongono una riflessione seria e approfondita sulle strategie per garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti.

Qual è stata secondo lei la chiave per ribaltare i dubbi che all'inizio circondavano EXPO e trasformarli in emozioni capaci di attrarre così tanti visitatori?

Piero Galli
© Foto : EXPO 2015
Piero Galli

Penso che la chiave vera sia stata l'esperienza dei visitatori che sono rimasti stupiti ed estremamente soddisfatti da quello che hanno visto. Già da due mesi stiamo sperimentando un flusso di visitatori altissimo, proprio perché l'Esposizione Universale ha soddisfatto tantissime persone e creato promotori naturali, grazie al passaparola. I visitatori, dopo essere stati in Expo non soltanto hanno desiderato tornare — e tanti sono tornati — ma più del 75% di queste persone hanno dichiarato che avrebbero consigliato la visita all'Esposizione Universale ai propri parenti, amici e familiari. La soddisfazione generale dei visitatori è stata 8.4 su una scala da 1 a 10, con picchi positivi per il servizio all'interno del sito espositivo e per la qualità dei padiglioni. Queste percentuali sono veramente rare per l'industria e per eventi simili. Testimonianza ne sono i visitatori dei singoli spazi espositivi: ad esempio, il Padiglione degli Stati Uniti ha già raggiunto 5 milioni di visitatori, il Padiglione del Oman e quello della Russia sono a quota 4 milioni, mentre i padiglioni del Regno Unito, Spagna, Qatar hanno già raggiunto i 3 milioni di visite. Alla fine dell'evento supereremo sicuramente 21 milioni dei visitatori (il nostro target iniziale era di 20 milioni), e questo è il riflesso più tangibile di quello che è stata la buona percezione da parte della comunità italiana e straniera. Circa il 30% dei visitatori sono stranieri: una percentuale mai raggiunta in nessun altra Esposizione Universale. Per quanto riguarda gli italiani, un italiano su quattro è venuto in Expo, altro motivo di onore e orgoglio per noi.

In un'intervista l'architetto del padiglione russo Sergej Tchoban ha detto che il territorio di EXPO deve rinascere come incubatore di start-up e progetti per l'innovazione. Qual è la sua opinione in merito? Quale futuro vede per l'area di RHO?

Il Dopo-Expo è un tema che coinvolge la collaborazione tra pubblico e privato e che riguarda la realizzazione delle diverse iniziative. Ad oggi una delle ipotesi più plausibili è la realizzazione di una struttura educativa, volta alla ricerca e lo sviluppo. Esiste già un sistema innovativo lombardo che aggrega tutte le attività e competenze tecnologiche e rappresenta di fatto il motore del sistema economico italiano, quasi l'unico nel sistema europeo. Mi piacerebbe vedere qui dentro il sito espositivo la sistemazione e integrazione di queste capacità e competenze. Dopo il 31 ottobre 2015 il sito espositivo sarà smantellato, secondo le regole di BIE. Rimarranno alcuni luoghi simbolici di Expo: l'Albero della Vita, Palazzo Italia e Padiglione Zero. Più di 10 padiglioni nazionali e corporate saranno ricostruiti altrove, nei paesi d'origine o in altre città, come quelli dell'Azerbaijan, Emirati Arabi o Repubblica Ceca. Altri padiglioni saranno destinati ad uso benefico: ad esempio, il Padiglione Save the Children sarà integrato all'interno di un ospedale in Somalia, mentre le installazioni di Ferrero saranno riassemblate creando un'infermeria pediatrica per i figli dei collaboratori e per i bambini della comunità in cui opera l'impresa sociale Ferrero in Sudafrica.

4. Proiettandoci al futuro, ed all'EXPO di Astana 2017 — che rispetto a quello di Milano sarà "soltanto" internazionale e durerà 3 mesi — quale ideale passaggio di consegne sente di dare ai colleghi kazaki?

Expo Milano 2015 presenta un modello di successo, un esempio di come i grandi eventi possono essere organizzati in modo sostenibile e professionale. Personalmente mi auguro che tale modello venga replicato altrove, soprattutto nell'organizzazione delle grandi manifestazioni e delle altre Esposizioni Universali e Internazionali. Mi auguro che i colleghi kazaki mantengano sempre il visitatore al centro dell'evento e che creino una piattaforma aperta per tutti, dove ogni partecipante abbia il diritto di esprimere la sua voce e condividere le proprie conoscenze ed esperienze con la comunità internazionale.

Ballerine russe all'EXPO di Milano il 9 maggio
© Foto : EXPO 2015 RUSSIA
Ballerine russe all'EXPO di Milano il 9 maggio

Cosa ci può dire della partecipazione russa a Expo Milano 2015?

Il Padiglione Russo è uno dei più grandi e più visitati in Expo Milano 2015, ed è stato uno dei primi a confermare la propria partecipazione all'Esposizione Universale. Dal giorno dell'apertura ci sono stati più di 4 milioni di visitatori, che sono rimasti meravigliati dal concetto architettonico, dalla ricchezza dei contenuti, e dalla cucina russa. Sono contento che il Padiglione Russo sia riuscito a presentare il paese in modo innovativo e sostenibile, facendo vedere ai numerosi visitatori la ricchezza e la diversità della Russia — dai paesaggi e l'agricoltura alle tecnologie e la cultura. Grazie agli eventi organizzati dal Padiglione (dagli assaggi quotidiani della cucina russa al balletto classico di Igor Moiseev presentato al palco scenico dell'Open Air Theater), tanti visitatori — sia italiani che stranieri — hanno avuto l'occasione di avvicinarsi alla cultura russa, e questo secondo me è uno degli aspetti caratteristici di una Esposizione Universale.

 

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Expo 2015, Milano, Italia
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