21:54 14 Agosto 2020
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“Tutti i partecipanti s'impegnano a costituire un Coordinamento europeo perchè i Paesi attualmente appartenenti alla Nato riacquistino la loro sovranità e indipendenza, requisito fondamentale per creare una nuova Europa che contribuisca a relazioni internazionali improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla giustizia economica e sociale”.

All'interno della prestigiosa cornice del Centro Congressi Cavour di Roma si è svolto ieri, lunedì 26 ottobre, un meeting internazionale organizzato dal Comitato italiano No Guerra No Nato intitolato "Contro la Guerra per un'Italia neutrale e per un'Europa indipendente" che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, circa 120 persone che hanno riempito la sala durante l'intera giornata persone,  in un crescendo di attenzione.

L'evento s'inserisce nell'ambito delle iniziative che in queste settimane in Italia, si legge nel comunicato finale, "denun­ciano la mega-esercitazione Nato Tri­dent Junc­ture attual­mente in corso nel Medi­ter­ra­neo in pre­pa­ra­zione di nuove aggres­sioni dell'Alleanza a guida Usa in Europa, Asia e Africa".

Trident Juncture, iniziata il 3 ottobre, sta dispiegando in Italia, Spagna e Portogallo forze militari speciali provenienti da 28 Paesi alleati e 7 partner e comprendenti oltre 60 navi, 230 aerei da guerra, cacciabombardieri a duplice capacità, convenzionale e nucleare, e circa 36mila uomini.

Tra i relatori, provenienti dall'Italia, Spa­gna, Por­to­gallo, Ger­ma­nia, Gre­cia, Cipro, Svezia,Let­to­nia, oltre che dagli Usa, anche i senatori Enza Rosetta Blundo e Roberto Cotti del M5S, e i senatori del gruppo Gal, Bartolomeo Pepe e Paola De Pin, quest'ultima prima firmataria del disegno di legge costituzionale "Norme in materia di dichiarazione di neutralità militare dell'Italia e revoca dell'adesione dell'Italia al Trattato Nord Atlantico".

L'evento ha visto inoltre la presenza dei giornalisti italiani Manlio Dinucci, Giulietto Chiesa, Fulvio Grimaldi, Pino Cabras, di padre Alex Zanotelli, del Presidente Onorario della Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, del sindacalista Giorgio Cremaschi, dei professori Franco Cardini e Massimo Zucchetti, dell'europarlamentare lettone Tatjana Zdanoka, del giornalista statunitense Webster Tarpley, del parlamentare cipriota George Loukaides, di Ingela Martensson, ex parlamentare svedese, di Dimitrios Konstantakopoulos, ex membro del comitato centrale di Syriza, mentre dal Tribunale spagnolo permanente contro la guerra e la Nato era presente Angeles Maestros, e dalla Germania, Reiner Braun, del network internazionale No to War — no to NATO.

Tutti i partecipanti, secondo il comunicato letto da Manlio Dinucci alla fine dei lavori, "s'impegnano a costituire un Coordinamento europeo perchè i Paesi attualmente appartenenti alla Nato riacquistino la loro sovranità e indipendenza, requisito fondamentale per creare una nuova  Europa che contribuisca a relazioni internazionali improntate alla pace, al rispetto reciproco, alla giustizia economica e sociale. Si impegnano allo stesso tempo a collaborare con qualsiasi movimento democratico che nel mondo persegua scopi analoghi".

Di notevole spessore storico e politico, l'intervento del magistrato Ferdinando Imposimato che si è soffermato sui tragici eventi che hanno marchiato di sangue la storia dell'Italia del secondo dopoguerra: "Nel corso delle indagini che ho fatto sulle stragi commesse in Italia, dalla strage di Piazza Fontana alla strage dell'Italicus, dalla strage di Piazza della Loggia alla strage di Bologna e alle stragi di Capaci e Via d'Amelio, nelle quali sono stati uccisi i miei colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oltre agli uomini delle scorte, si è accertato che l'esplosivo utilizzato veniva dalle basi Nato."

Per Imposimato le sette basi Nato esistenti sul territorio italiano in realtà sarebbero "sette logge massoniche" [ndr da "La repubblica delle stragi impunite"].  "In alcune di queste basi, prosegue il magistrato della Suprema Corte italiana, si riunivano terroristi neri, ufficiali della Nato, mafiosi, uomini politici, italiani e massoni, alla vigilia di attentati. Questo è stato riferito da testimoni diretti. E questo accade dai primi anni sessanta ininterottamente, sicchè io sono convinto che la Nato ha avuto un ruolo negativo nella dinamica democratica di questo Paese ma anche di altri Paesi dell'Europa".

"Il problema, ammonisce il magistrato, è che la disinformazione e il silenzio della stampa impediscono a gran parte della pubblica opinione di conoscere queste tremende verità che debbono essere portare all'esterno di questa sala perchè, minacciando la pace e la sicurezza, possono provocare una guerra devastante per tutti quanti noi".

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Incontro, Trident Juncture, NATO, Corte di Cassazione, M5S, Europa, Italia
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