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    Il Ministro Pinotti con il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni

    Iraq, la partecipazione italiana ai bombardamenti anti Isis suscita l'ira dell'opposizione

    © Foto: Ministero della Difesa
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    Questa sera i ministri Pinotti e Gentiloni riferiscono alle commissioni Esteri delle due camere e domani il ministro della Difesa, Pinotti, incontrerà l'omologo statunitense Carter.

    L'indiscrezione sulla partecipazione italiana a bombardamenti contro l'Isis in Iraq accende il confronto politico e suscita immediate reazioni di allarme da parte delle opposizioni.

    I ministri Pinotti e Gentiloni riferiscano subito al Parlamento, chiedono quasi all'unisono Movimento 5 Stelle, Sel, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Altrettanto immediata, però, è la risposta del ministero della Difesa:

    "Sono solo ipotesi da valutare assieme agli alleati e non decisioni prese che, in ogni caso, dovranno passare dal Parlamento".

    Anche in vista dell'audizione di questa sera dei ministri della Difesa e degli Affari Esteri al Senato dove rivolgeranno comunicazioni del governo sullo stato delle missioni in corso davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa delle due camere, il presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, avvisa:

    "Non esiste che il governo assuma una decisione come quella preannunciata dal Corriere della Sera senza un via libera del Parlamento. Per questo sono certo, conoscendo la sensibilità istituzionale dei nostri interlocutori, che nulla è modificato rispetto agli impegni già noti".

    Domani il ministro Pinotti ne discuterà di un possibile intervento aereo In iraq con il suo omologo statunitense, Ashton Baldwin Carter, nel corso della bilaterale a Palazzo Baracchini.

    Attualmente lo schieramento italiano nella coalizione internazionale anti Isis include due droni Predator, un velivolo da rifornimento in volo KC 767, quattro caccia Tornado con compiti di ricognizione e sorveglianza e 530 uomini. In Iraq l'Italia provvede alla formazione delle forze curde e irachene, in particolar modo a Baghdad e a Erbil.

    Via Twitter Beppe Grillo conia l'hastag "#NoAlleVostreGuerre".

    E sarcasticamente si chiede: "Mattarella dove sei?". Sul blog il leader del M5S precisa che "l'Italia non può entrare in guerra senza che prima non ci sia stato un dibattito parlamentare, un'approvazione da parte del Parlamento e da parte del Presidente della Repubblica. Mattarella dove sei? Pacifisti con le bandiere arcobaleno dove siete finiti? A girare le frittelle con Verdini e il Bomba (in nomen omen) alle feste dell'Unità?".

    Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, sceglie Facebook per esternare la propria posizione:

    "L'Italia deve difendere i propri interessi nazionali e non limitarsi a seguire le indicazioni degli Stati Uniti e della Nato. È certamente interesse dell'Italia sconfiggere l'Isis in Iraq. Per questo Fratelli d'Italia è favorevole anche ad eventuali bombardamenti condotti dalle nostre forze armate". E aggiunge: "Ancor più dell'Iraq è vitale per la nostra nazione quello che succede in Libia e in Siria. Quindi, il governo dovrebbe condizionare l'ulteriore coinvolgimento italiano in Iraq ad una strategia complessiva d'intervento anche in Libia e in Siria, per spazzare via l'Isis e fermare l'esodo biblico di profughi che sta investendo l'Europa".

    In giornata arriva anche la nota di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.

    "Sulla politica estera l'Italia brancola nel buio, senza alcun peso specifico a livello internazionale, senza alcuna strategia, senza alcuna idea di come affrontare e gestire le emergenze geopolitiche e quelle legate al terrorismo ed alle zone calde del pianeta". E precisa: "La nostra collocazione nello scenario globale e internazionale è affidata al caos, ai sospiri del momento, a improbabili congetture di questo o quel ministro o magari di un presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sempre più distratto dalle miserie di casa Pd e sempre meno presente nei tavoli che contano. Per tutte queste ragioni riteniamo che i temi della politica estera e delle crisi internazionali debbano essere trattati al più presto in una specifica seduta del Parlamento, che dovrà discutere, analizzare e decidere in merito a queste delicatissime vicende", conclude Brunetta. 

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    Raid contro "Stato islamico", Fratelli d'Italia, Sel, M5S, Parlamento, ISIS, Forza Italia, Senato, Pier Ferdinando Casini, Renato Brunetta, Ashton Carter, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Roberta Pinotti, Giorgia Meloni, Beppe Grillo, Sergio Mattarella, Libia, Iraq, Siria, Italia
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