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    Partecipanti alla protesta contro la corruzione al parlamento di Kiev

    Se l'Ucraina fallisce sono guai per l'Europa

    © Sputnik. Aleksej Vovk
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    Marina Tantushyan
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    Cos'è successo in Ucraina nel 2014? Quali sono le posizioni in campo? Il dialogo tra Russia e Occidente su altri temi caldi dell'agenda internazionale permetterà di uscire dall'impasse?

    Questi e altri argomenti sono stati discussi a Roma il 24 settembre, nel corso del dibattito "La crisi regionale ucraina nel contesto geopolitico globale" alla quale hanno partecipato i migliori esperti russi e italiani convinti che nel momento attuale è inevitabile  "fare tutto il possibile per convincere le parti a superare le diversità nelle loro interpretazioni degli accordi di Minsk che esistono sia a Kiev che nel Donbass". Cosi dice l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov.

    "Speriamo che il summit programmato per il 2 ottobre a Parigi ci porti a raggiungere gli obbiettivi. È evidente che la crisi ucraina non è solo un sintomo di una crisi più ampia di tutto il sistema dei rapporti internazionali ma anche uno strumento delle forze che vogliono frenare un oggettivo processo di formazione di un nuovo ordine mondiale multipolare, — sottolinea il diplomatico."

    Razov ha espresso la gratitudine alla parte italiana e la esorta a proseguire il dialogo con la Russia.

     "Il regime delle sanzioni nei confronti della Russia ha influenzato i rapporti italo-russi, tuttavia entrambe le parti vorrebbero continuare la collaborazione. Vorrei anche sottolineare che noi siamo riconoscenti ai partner italiani per l'atteggiamento costruttivo su come superare questa situazione estremamente difficile e far si che non si torni più ad una contrapposizione nei rapporti".

    "Condividiamo una posizione molto diffusa nei circoli politici italiani che si tratta di necessità di lavorare nello spirito della Pratica di Mare, cioè del dialogo e della collaborazione. Apprezziamo anche la posizione attiva dell'Italia per quanto riguarda  le proposte sulla coesistenza pacifica di diversi gruppi etnici sull'esempio della regione autonoma italiana del Trentino Alto Adige. Siamo anche d'accordo con i nostri colleghi italiani sul fatto che la crisi ucraina non è unica per l'Europa — i problemi delle frontiere destabilizzate nel Sud Europa, l' accresciuta minaccia terroristica, la crisi dei profughi, la crisi finanziaria. Queste sfide non hanno frontiere. Le dobbiamo risolvere insieme per mezzo del dialogo. Vogliamo collaborare per risolvere i problemi in Africa e nel Medio Oriente, — ha concluso l'Ambasciatore della Federazione Russa in Italia.

    Giancarlo Aragona, l'Ex-Ambasciatore dell'Italia in Russia e Presidente dell'Istituto per gli studi di politica internazionale ha ribadito che l'Occidente aveva sottovalutato l'importanza che l'Ucraina aveva e ha ancora per la Russia.

    "Da parte occidentale sono stati commessi tanti errori. Per esempio, nel 2008 l'affrettato invito all'Ucraina e alla Georgia di entrare nella NATO. Si sapeva che avrebbe procurato in Russia un profondo risentimento e anche ha indotto la Russia a prendere qualche misura di cautela. Non c'è dubbio che l'Ucraina rappresenta per la Russia il cuscinetto innegabile tra la Russia e l'Occidente (l'importanza economica, il transito del gas, ecc) per cui chiaramente la Russia ha un interesse vitale. E questo interesse vitale  in qualche misura è stato sottovalutato dalla parte euro-americana".

    Il Segretario Federale della Lega Nord Matteo Salvini ha espresso la sua preoccupazione per tutto quello che sta accadendo oggi sulla scena internazionale e in particolare in Ucraina.

    "Mi viene il dubbio che ci sia qualcuno che stia lavorando per la pace, penso che qualcuno abbia invece altre intenzioni che potrebbero mettere a rischio il futuro dei nostri figli. Altrimenti non si spiegano molte cose: la montatura sulla cosiddetta "rivoluzione ucraina", l'atteggiamento nei confronti della Siria. Temo che quello che è successo in Ucraina possa essere parte di uno scenario preoccupante ed io lavoro perchè ciò non avvenga. Non sono nè pro-russo, nè pro-americano — i pro e contro lascio al tifo calcistico.  Cerco di essere oggettivo, metto i fatti uno dietro l'altro, cerco di capire cosa è successo in Ucraina e mi sembra che questo abbia molto poco a che fare con la democrazia,  cerco di capire perché non si intervenga militarmente in Siria, visto che le bombe in altre zone sono state molto veloci. In nome delle sanzioni quest'anno abbiamo perso 80 mila posti di lavoro. Non capisco il vantaggio economico delle sanzioni per l'Italia. Io personalmente ritengo strategica la ripresa del dialogo con la Russia e che la pace in Ucraina faccia parte dell'agenda politica di qualunque presidente del Consiglio Europeo del 2015-2016", — ha detto Matteo Salvini, anticipando alla stampa che il suo prossimo viaggio in Crimea si terrà a novembre.

    Tutti i partecipanti dell'incontro hanno auspicato la ripresa del dialogo tra la Russia e l'Occidente e che la crisi ucraina si risolvi in breve tempo sulla base degli accordi di Minsk.

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    Dialogo, conferenza, ambasciata, Franco Frattini, Roma
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