23:17 10 Dicembre 2019
Visitatori sulla terrazza del Padiglione Russia a Expo Milano

Startup e polo dell'innovazione, l'eredità russa per EXPO Milano

© Foto : RUSSIA-EXPO 2015
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L' Esposizione Universale di Milano è in pieno svolgimento, ma dopo tutti gli sforzi profusi e i soldi spesi, occorre pensare a cosa ne sarà del polo di Rho dopo il 31 ottobre, giorno della chiusura di EXPO. Ne ha parlato in un'intervista esclusiva a Sputnik Italia, Sergej Tchoban, l'architetto autore del progetto del padiglione russo.

Ha visitato l'EXPO, quali sono le sue impressioni?

Certamente, sono stato qui diverse volte ed ho un'impressione positiva. Mi sembra una festa magnifica, ho visto padiglioni molto interessanti per la loro concezione. Mi sembra particolarmente riuscita l'idea del decumano, questo viale che unisce tutti i padiglioni e conferisce unità all'intera struttura dell'esposizione.

E' stato al Palazzo Italia?

Si, l'ho visitato all'inizio dell' Esposizione e mi ha colpito per la ricerca nella scelta dei materiali, come gli elementi riciclati dalla lavorazione del marmo di Carrara, che lo rendono luminoso anche di notte. Molto bello. Se non sbaglio è proprio uno di quei padiglioni che rimarranno in piedi dopo la chiusura di EXPO.

All'interno del percorso espositivo vengono mostrate le bellezze del paesaggio urbano e naturale italiano e poi, un po' provocatoriamente, viene presentato  un "mondo senza Italia". Secondo lei, da architetto, come sarebbe il mondo senza Italia?

Il mondo senza Italia è un mondo privo di una grande quantità di esperienza e impressioni connesse all'ambiente spirituale, alla pittura, alla musica, all'architettura. Tutto questo si respira ancora oggi nell'atmosfera unica delle città italiane. E' molto difficile immaginare il mondo e l'Europa senza una parte così importante. Io credo che ogni parte d'Europa, ogni paese, sia una parte insostituibile. La particolarità dell'Italia è nel connubio tra spazio e luce, che è il fiore all'occhiello della sua tradizione urbanistica. Certo, in definitiva si tratta di una domanda molto retorica e penso che non possa esistere un mondo spirituale senza Italia.

Qual è invece l'idea che ha ispirato il padiglione russo?

L'idea che ha ispirato il nostro padiglione è legata al suo ruolo all'interno del sito espositivo. Noi non siamo qui da soli, su un campo aperto. Nello spazio a fianco a noi ci sono gli altri padiglioni, mentre nella dimensione temporale abbiamo cercato la continuità con la presenza della Russia e prima ancora dell'Unione Sovietica all'interno delle esposizioni internazionali  del passato. Il padiglione è fatto per i visitatori. Perciò è pensando a loro che lo abbiamo progettato. Ci siamo chiesti: quando la gente passa sul decumano e gira verso il padiglione russo, che cosa deve vedere?

Quale risposta vi siete dati?

Il padiglione russo è un'espressione architettonica del brand "Russia". Prima di tutto i padiglioni rappresentano i paesi e nel loro progetto è molto importante la riconoscibilità ed il modo in cui essa avviene, anche attraverso la continuità con le soluzioni pensate per questi padiglioni  nel corso del tempo. I padiglioni russi e sovietici sono molto famosi e sono una parte importante dell'eredità culturale di tutte le Esposizioni Universali. Penso a quello di Melnikov nel 1925, a quelli di Montreal e Osaka (a cui il padiglione russo assomiglia). I nostri padiglioni sono sempre stati caratterizzati da elementi quali lo slancio, la dinamica. Anche qui abbiamo cercato di riprendere questo filo conduttore adattandolo alle possibilità moderne, ma senza alterare la storicità del padiglione.  Per questo il visitatore quando gira verso di noi dal decumano si trova davanti ad un edificio invitante, accogliente, che riflette l'animo ospitale della Russia. La forma dell'ingresso unisce in sè la loggia italiana e la ruota russa, mentre sotto la volta in specchio i visitatori rimangono catturati dal proprio riflesso e si divertono a fotografarlo. Tutto questo, unito insieme, fa sì che il nostro padiglione sia impossibile da mancare, ed una volta trovato, "obblighi" il visitatore ad entrare.

  • Il padiglione russo all' Esposizione Universale di Shangai del 2010.
    Il padiglione russo all' Esposizione Universale di Shangai del 2010.
    © Sputnik . Valeriy Melnikov
  • Il progetto del padiglione dell'URSS per l'EXPO di Parigi del 1925
    Il progetto del padiglione dell'URSS per l'EXPO di Parigi del 1925
    © Foto :
  • Il progetto del padiglione sovietico all'Esposizione Universale di Parigi 1925
    Il progetto del padiglione sovietico all'Esposizione Universale di Parigi 1925
  • Il padiglione dell'URSS all'esposizione universale di Parigi del 1937.
    Il padiglione dell'URSS all'esposizione universale di Parigi del 1937.
    © Foto : Archivio - Museo di architettura russa di Mosca
  • Il padiglione sovietico all'Esposizione Universale di Osaka del 1970
    Il padiglione sovietico all'Esposizione Universale di Osaka del 1970
    © Sputnik . Vladimir Permentsev
  • Veduta dall'alto del padiglione dell'URSS all'Esposizione Universale del 1967 a Montreal.
    Veduta dall'alto del padiglione dell'URSS all'Esposizione Universale del 1967 a Montreal.
    © Sputnik . Eduard Pesov
  • Il padiglione russo ad EXPO Milano.
    Il padiglione russo ad EXPO Milano.
    © Sputnik . Vitaliy Belousov
  • Il padiglione dell'URSS all'Esposizione Universale del 1967 a Montreal.
    Il padiglione dell'URSS all'Esposizione Universale del 1967 a Montreal.
    © Sputnik . Eduard Pesov
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© Sputnik . Valeriy Melnikov
Il padiglione russo all' Esposizione Universale di Shangai del 2010.

Una volta entrato, che cosa trova il visitatore?

E' importante che le persone si sentano a loro agio. Ed a giudicare dalla quantità di visitatori mi sento di dire che ci siamo riusciti. Se ci avete fatto caso nel nostro padiglione non si forma mai la coda. Prima il visitatore passa sotto la volta a specchio all'aperto, poi accede all'ingresso principale e inizia la visita negli spazi interni. Questo fa si che tutti si sentano liberi, non pressati nella folla come sardine ed anche all'interno non manca la libertà di movimento nella visita del padiglione. Dobbiamo pensare che chi viene ad Expo non visita mica un solo padiglione, ma molti. O almeno cerca di farlo. Se devono stare in coda si stancano, perdono tempo e questo si riflette in modo negativo sull'esperienza di visita. Al padiglione russo abbiamo superato i 2 milioni di visitatori e tutti transitano nelle sale liberamente, possono fermarsi con calma, proseguire: mi sembra un grande pregio del nostro padiglione.

Da architetto, ha pensato a cosa potrebbe essere di questo territorio una volta finita l'EXPO?

Io credo che questo luogo deve sviluppare la sua funzione innovativa e trasformarsi in polo di aggregazione e sviluppo creativo. Penso che alcuni padiglioni possano restare in piedi e diventare abitazioni, oppure uffici dove i giovani imprenditori possano dare vita alle loro startup, come avviene in altri posti in Europa, ad esempio a Berlino.

Quali soluzioni proposte in questa EXPO potrebbero rendere le citta' russe più a misura d'uomo?

Penso che sia uno stereotipo quello delle città russe poco a misura d'uomo. Qui in Italia avete una cosa che a noi manca, il bel tempo, per il resto la situazione non è così negativa. Io passo metà settimana a San Pietroburgo e metà a Mosca. Ed in entrambe le città adoro passeggiare. Lo faccio anche all'estero e devo dire che a Mosca però, soprattutto negli ultimi anni, è cambiato molto. Nelle vie del centro sono state create piste ciclabili e zone pedonali. Sono stati ristruttarati i marciapiedi per renderli più ampi e accessibili per i pedoni. Credo che una grande città senza ingorghi e folla non esista, e credo che il padiglione russo rifletta le tendenze positive nello sviluppo urbano che si osservano nelle nostre città e vanno proprio nella direzione di un maggiore godimento dello spazio.

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Arte, Cultura, expo, Storia, EXPO 2015, Expo 2015, URSS, Milano, Russia
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