23:13 13 Novembre 2019
Ignazio Marino, sindaco di Roma

Mafia Capitale, super poteri al prefetto

© AFP 2019 / GABRIEL BOUYS
Italia
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Il sindaco Marino sarà affiancato dal prefetto Gabrielli nel piano risanamento previsto per la capitale. Sciolto il municipio di Ostia.

Il sindaco sotto la tutela del prefetto. Questo il compromesso raggiunto ieri dal Consiglio dei Ministri per il governo della Capitale, che salva Roma e il giubileo dal commissariamento, nonché il PD dalle elezioni anticipate.

"Intendo incaricare il prefetto di Roma — ha precisato il capo del Viminale, Angelino Alfano — di assicurare proposte e indicazioni per pianificare insieme al sindaco interventi di risanamento in otto ambiti, in particolare nei settori dell'amministrazione risultati più compromessi con Mafia Capitale: il verde pubblico e l'ambiente, l'emergenza abitativa, l'immigrazione, i campi nomadi".

Ministro degli Interni Angelino Alfano
© AP Photo / Gregorio Borgia, file

Il Consiglio dei Ministri ha sciolto inoltre il municipio di Ostia, nel tentativo di risanare i settori più compromessi nello scandalo Mafia Capitale.

Quanto al Giubileo l'esecutivo affiderà all'Anac, Autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone, la supervisione delle procedure sul modello Expo2015. Ma, soprattutto, con un decreto ad hoc, il premier Matteo Renzi affida ancora a Gabrielli la guida della cabina di regia. Al prefetto di Roma viene attribuito il compito di realizzare il necessario raccordo operativo tra le varie istituzioni, in particolare con il Comune e la Regione, in quanto il primo ha la competenza per l'accoglienza e la mobilità e la seconda sulla predisposizione e rafforzamento dei servizi sanitari.

"Lo scioglimento del consiglio comunale della Capitale d'Italia avrebbe avuto effetti devastanti. Credo che alla fine l'esecutivo abbia fatto la scelta giusta". Ne è convinta Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, che, in un'intervista a Repubblica sottolinea che "il sindaco resta ed è Ignazio Marino, democraticamente eletto dai romani. Però, il comune di Roma sarà giustamente e doverosamente affiancato dalla prefettura". Per la Bindi il governo "non ha sciolto il comune nel senso classico, ma si tratta di un affiancamento da parte dello Stato e dei suoi organi". "Non si può dire che tutto il comune di Roma sia in mano alla mafia. Allo stesso tempo la decisione che è stata presa — insiste il presidente dell'Antimafia — non è una assoluzione. Per quanto si sia registrato uno sforzo da parte della giunta si è ritenuto che la politica da sola non potesse farcela".

Il sindaco Marino, dai Caraibi, si è detto soddisfatto delle decisioni prese, mentre l'opposizione tutta insorge chiedendone le dimissioni.

Di "anemia spirituale" parla invece il cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma, Agostino Vallini:

"La Capitale oggi è una città anemica spiritualmente e questo dà il via a tutte quelle conseguenze morali negative; perciò c'è bisogno di una nuova linfa vitale che la percorra. C'è bisogno di laici cristiani che nei loro ambienti di vita e di lavoro diventino punti di riferimento e di discussione feconda".

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Autorità nazionale anti corruzione (Anac), Ignazio Marino, Italia
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