22:08 26 Novembre 2020
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Dopo l'annuncio dello stop alle tasse sulla casa dal 2016, arrivano le contestazioni al premier nella sua prima visita a L'Aquila. Il Sindaco di Teramo chiede le dimissioni.

L'Aquila libera è l'urlo della folla che ieri ha atteso il premier Matteo Renzi, per la prima volta in visita alla città ferita dal terremoto del 2009.

Un folto gruppo di manifestanti, tra cui studenti e rappresentanti dei comitati che si oppongono alle trivellazioni dell'Adriatico, nella zona di Ombrina, ha forzato i posti di blocco della polizia e lanciato uova e fumogeni, costringendo il presidente del Consiglio ad annullare la visita alla nuova sede del Comune.

Scontri si sono registrati anche nei pressi del laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso, sede della seconda visita in programma per Renzi. Il coordinatore dell'Unione degli Studenti L'Aquila ha riferito alla stampa presente che i cittadini si rifiutano di fare da "spettatori all'ennesima passerella istituzionale sul suolo aquilano", date le "promesse mai mantenute sui tempi della ricostruzione e la futile ricerca di consensi e mediaticità".

La sera a Teramo, Renzi ha descritto i manifestanti come tifosi della squadra di calcio di serie D della stessa città. Ma la frase non è piaciuta non solo al primo cittadino Maurizio Brucchi che ha chiesto le dimissioni del premier che "ride e irride il Teramo e la sua delicata situazione per cercare di nascondere i suoi fallimenti e le tante contestazioni che rimedia ad ogni sua uscita" ma nemmeno al Pd di Teramo che questa mattina in una nota a firma dell'Unione Comunale e del gruppo consiliare del partito ha invitato il premier a chiedere scusa.

"Devi scusarti perché la città sta vivendo mesi di grande tensione per le vicende legate alla squadra e all'obiettivo della serie B mai raggiunto in 102 anni di storia, un obiettivo dai risvolti non solo sportivi ma anche economici e sociali che sta sfumando sotto i colpi di una giustizia sportiva perlomeno approssimativa".

Il premier, nella mattinata di ieri è intervenuto al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini per poi procedere nella città marchigiana di Pesaro, dove ha annunciato per il 2016 il taglio di Tasi e Imu per tutti, respingendo le critiche di chi lo paragona a governi passati. Poi, ha aggiunto, "nel 2017 ci possiamo concentrare sull'Ires, cioè sulle tasse sulle imprese, oggi al 31% e portarla al 24% e poi per il 2018 intervenire sull'Irpef".

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Tags:
Calcio, Irpef, IMU, TASI, Visita, PD, Matteo Renzi, Italia
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