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    Centro di immigrazione a Lampedusa. 19 febbraio 2015.

    Sindaco di Telgate: “I 37 euro destinati ai profughi bisogna assegnare agli italiani”

    © REUTERS/ Alessandro Bianchi
    Italia
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    Marina Tantushyan
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    Il Sindaco di Telgate (provincia di Bergamo) Fabrizio Sala insiste sulla parità di trattamento tra i benestanti profughi ed i suoi concittadini.

    "Caro concittadino, ti invito a compilare l'allegato modulo in modo che io mi adoperi affinché lo Stato si faccia carico delle tue necessità e chiedere al Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri, che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni, grazie alle infelici operazioni Mare Nostrum, Frontex e ora Triton.", — scrive in una sua lettera il primo cittadino, invitando i residenti di Telgate

    ragazzo libico nel centro di accoglienza Palazzolo Acreide
    © AFP 2017/ Giovanni Isolino
    ragazzo libico nel centro di accoglienza Palazzolo Acreide

    a fare la domanda.

    Fabrizio Sala, Sindaco di Telgate ha raccontato a Sputnik-Italia della Sua iniziativa.  

    - Che cosa L'ha spinto a inviare questa lettera ai suoi concittadini?

    - "Visto che in Italia siamo ancora dentro una crisi molto forte, parecchi famiglie sono in questo momento in difficoltà. Volevo prima di tutto dare voce ai problemi degli italiani e ascoltandoli tutti praticamente sempre risultava una domanda: perché lo stato italiano si occupa degli immigranti che arrivano sulle coste italiane (la maggior parte di loro, come dicono i numeri, diventano poi clandestini) assegnandoli un trattamento economico di 37 euro giornalieri e a noi che siamo cittadini italiani in difficoltà non riserva nulla?"

    — A chi esattamente è indirizzata la sua proposta? Quali requisiti deve avere l'individuo per poter chiedere un compenso inizialmente destinato ai profughi?

    — «Innanzitutto, ho mandato una lettera a tutti i miei concittadini con un modulo da compilare. In questo modulo ognuno deve indicare il suo stato di disagio, il reddito che ha, la dichiarazione di avere una situazione socio economica di fragilità dettata da reddito pensionistico, disoccupazione, cassa integrazione, mobilità o altro. E rivolta maggiormente agli studenti neo-laureati che non riescono a trovare un lavoro e alle persone anziane che vivono con una pensione minima di 500 euro, e che non riescono più pagare l'affitto o avere i beni di prima necessità". 

    - Come sappiamo, oggi in Italia il problema dell'immigrazione è diventata scottante. Le regioni del Nord Italia si rifiutano ad ospitare i profughi. E come è organizzata l'accoglienza a Telgate?

    - «Noi ci rifiutiamo categoricamente. Io faccio parte di quel gruppo della Lega Nord. Secondo noi, questo non è più un problema dell'immigrazione. Visto gli ultimi numeri e tutto quello che sta succedendo in Italia, si tratta di un`invasione. Da noi arrivano le persone in maniera incontrollata e noi dobbiamo prenderli in acque internazionali con l'aiuto della nostra marina e con l'aiuto anche della marina europea.  Questa è la cosa più tragica. Nelle regione del nord alcuni sindaci si rifiutano perché qui non c'è un piano serio e una accoglienza ben organizzata.

    Jean-Claude Juncker: dobbiamo lavorare a fondo per agire sull'immigrazione in regola”
    © Sputnik. John Kolesidis/File
    Jean-Claude Juncker: "dobbiamo lavorare a fondo per agire sull'immigrazione in regola”.

    Il governo italiano ripete in continuazione: questo è un problema dell'Europa e l'Ue ci deve aiutare. L'Europa ha già dato la sua risposta — ha allestito i suoi confini e ha tirato i suoi muri. Abbiamo visto questo in Macedonia, in Ungheria e in Francia quando sono state chiuse le frontiere. Quindi, ognuno cerca di proteggersi da questa evasione. E poi i numeri ci dicono che solo un terzo dell'arrivo ha il diritto di chiedere uno status di rifugiato. Oggi in Italia dall'anno scorso sono arrivati 160 mila profughi e quest'anno dovremmo passare su 200 mila — 400 mila persone in due anni. Questo diventa un grossissimo problema da punto di vista pubblico, della sicurezza ma anche sociale perché alla fine ci sono quasi 10 milioni di italiani che vivono in povertà".

    — La Sua proposta è partita circa un mese fa e ha fatto un giro sulla stampa locale. Ha avuto qualche risonanza anche in altri comuni italiani, dove la situazione economica non è simile a quella di Telgate?

    - "Mi hanno scritto e telefonato tantissimi cittadini e tantissimi sindaci di ogni colore politico, non solo della Lega Nord ma anche sindaci di centrosinistra che in teoria dovrebbero essere in linea con la politica di questo governo. Alla fine tutti noi abbiamo gli stessi problemi. I sindaci da tutte le parti di Italia, da nord a sud hanno le situazioni terribili su proprio territorio e i cittadini in difficoltà. A tutti loro ho mandato il modello della lettera e il modulo e adesso i parecchi ammirazioni si stanno attivando per aiutare ai loro concittadini".

    — Pensa di portare la sua campagna avanti per ottenere dallo stato italiano un impegno concreto e di dare questo contributo di 37 euro a tutti gli italiani in difficoltà?

    —  "Sicuramente sì. Vogliamo portare questa proposta avanti. Perché io, come gli altri miei colleghi che hanno aderito alla mia iniziativa, siamo il tramite tra i cittadini e lo stato. Questa richiesta non arriva da sindaci, arriva da cittadini che chiedono ne più ne meno ma lo stesso trattamento che lo stato riserva ai profughi. Intorno a fine settembre raccoglieremo tutte le domande che sono prevenute nel mio comune e altri comuni e poi inoltriamo una richiesta ufficiale allo stato e poi lo stato ci deve alla fine dare comunque una risposta concreta".  

     

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    Profughi, immigrazione, Frontex, Fabrizio Sala, Sindaco di Telgate, UE, Italia
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