03:29 20 Settembre 2018
Ban Ki Moon promette il sostegno di ONU nella vicenda dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone

Marò, no al rientro di Girone, deciderà l'Aja

© AFP 2018 / VINCENZO PINTO
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L'Italia aveva chiesto al Tribunale del Mare di Amburgo di esprimersi sul rientro di Girone e la permanenza di Latorre in Italia.

Il Tribunale del Mare di Amburgo non assumerà alcuna misura temporanea, così come richiesto dall'Italia sui due marò in attesa della conclusione dell'iter giudiziario.

Il nostro Paese aveva chiesto al Tribunale di Amburgo di consentire il rientro di Salvatore Girone dall'India e la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia come misure temporanee.

Il verdetto — "L'Italia e l'India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria in essere e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa" — è stato preso a maggioranza, senza l'unanimità dei giudici. 15 i voti a favore e sei i contrari.

Visto che sarà compito dell'arbitrato internazionale all'Aja "giudicare nel merito del caso", il Tribunale del Mare "non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marines italiani". Inoltre, entro il 24 settembre Italia e India dovranno presentare "un rapporto di ottemperanza con le misure previste" dal verdetto del Tribunale di Amburgo.

Mentre Salvatore Girone dovrà restare in India, Salvatore Latorre dunque non può contare sulla permanenza in Italia al termine del periodo concessagli dall'India per ragioni di salute.

Si è quindi aperta subito la querelle politica, con in testa l'opposizione che attacca il governo Renzi.

"È tutto fermo, come sempre. Anzi, questo nuovo stop che arriva da Amburgo è un tornare indietro, nemmeno un restare fermi. È sconcertante, vergognoso che dopo tutto questo tempo non si riesca o non si voglia fare qualcosa per i nostri due marò. Domanderei al governo se ha davvero la volontà di fare qualcosa di reale e concreto per Girone e Latorre". Così Tatiana Basilio, deputata M5S della commissione Difesa, commenta alla stampa italiana il verdetto. "Dopo 3 anni è evidente che l'Italia non ha voce, non sa farsi rispettare. Inoltre — sostiene la parlamentare — noi attendevamo il ministro Gentiloni in Parlamento, a riferire nelle commissioni competenti, Esteri e Difesa. Lo avevamo chiesto ma non è mai venuto. Ora, alla luce del verdetto di Amburgo, rinnoviamo l'invito: venga a riferire, i tempi sono più che maturi".

Elio Vito, deputato di Forza Italia e componente della commissione Difesa di Montecitorio, scrive su Twitter:  "Maro': dopo sentenza Tribunale Amburgo, India sospenda misure cautelari per Latorre e Girone ed ogni iniziativa giudiziaria #Maro'liberi".

La posizione ufficiale del governo italiano è stata espressa, in una nota della Farnesina, da l'ambasciatore Francesco Azzarello, Agente del Governo italiano dinanzi al Tribunale, secondo il quale "la misura oggi prescritta tutela in parte i diritti italiani sul caso dell'Enrica Lexie". Azzarello ha inoltre aggiunto: "Siamo comunque delusi che il Tribunale non abbia adottato nessuna misura sulla situazione di Latorre e Girone, ritenendo che della questione debba occuparsi la costituenda Corte arbitrale dell'Aja. Per tale ragione, l'Italia sta valutando di rinnovare le richieste relative alla condizione dei Fucilieri davanti alla Corte arbitrale, non appena essa sarà costituita. Siamo certi che l'India attuerà senza ritardo le misure oggi prescritte".

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Forza Italia, M5S, Tribunale di Amburgo, Massimiliano Latorre, Salvatore Girone, India, Italia
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