02:34 13 Dicembre 2018
Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei

Immigrati, Galantino: politica harem di cooptati e furbi

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Il segretario della Cei denuncia i populismi e la mancanza di leadership politica. Scoppia la querelle con le repliche provenienti dal centro destra e dalla Lega, nel silenzio del PD.

Monsignor Galantino al centro della querelle politica di un'estate che parla d'immigrazione, di chi muore in mare per paura di morire in una guerra che non capisce e di chi accoglie lo straniero sulla spiaggia delle vacanze.

Ha deciso di non partecipare al convegno su De Gasperi in Trentino, in programma da tempo, per non dare l'occasione di rinfocolare, con la sua sola presenza, in "un clima invano esasperato", la polemica che infiamma da giorni sui media italiani. Ma fa diffondere il testo del discorso che avrebbe dovuto tenere all'evento. E così, la politica italiana fa i conti con la rivoluzione della Cei, che esce dagli schemi della conservazione per suonare la sveglia a una democrazia tutta da reinventare, mentre la Chiesa di Papa Francesco ritorna principale attore della cosa pubblica.

Dopo le parole spese a favore dell'accoglienza dei migranti e contro "i piazzisti da quattro soldi" che speculano sulla loro pelle, ripercorrendo la figura dello statista democristiano,

Galantino ricorda come la sua politica fosse molto diversa da "quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all'interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi".

Il monito alla politica è forte: "Un popolo non è soltanto un gregge, da guidare e da tosare. Il popolo è il soggetto più nobile della democrazia e va servito con intelligenza e impegno, perché ha bisogno di riconoscersi in una guida. Solo sbanda e i populismi sono un crimine di lesa maestà di pochi capi spregiudicati nei confronti di un popolo che freme e che chiede di essere portato a comprendere meglio la complessità dei passaggi della storia".

E ancora: "Il significato della guida in politica non è tramontato dietro la cortina fumogena di leadership mediatiche o dietro le oligarchie segrete dei soliti poteri. La politica ha bisogno di capi, così come la Chiesa ha bisogno di vescovi che, come ha detto Papa Giovanni siano 'una fontana pubblica, a cui tutti possono dissetarsi'. Tra le luci della ribalta e il buio delle mafie e delle camorre non c'è solo il deserto: la nostra terra di mezzo è un'alta vita civile, che è la nostra patria di uomini liberi e che, come tale, attende il nostro contributo appassionato e solidale".

Quanto basta per scatenare le reazioni, con in testa Daniela Santanché di Forza Italia:

"Da che pulpito viene la predica! Invece di sproloquiare e far passare il mondo della politica per un harem losco, Galantino farebbe bene a leggere i dati forniti da Frontex". E aggiunge: "Come la definirebbe Galantino questa invasione? Un'ordinata passeggiata verso l'Italia?". "Il segretario della Cei — conclude — pensi ad assolvere il compito a cui è preposto e ci risparmi le sue lezioncine morali".

Matteo Salvini
© AP Photo / Antonio Calanni
Matteo Salvini

Ma naturalmente la reazione politicamente più pesante è quella di Matteo Salvini, il politico con cui il segretario della Cei ha incrociato i guantoni negli ultimi giorni. "Non so da quale uovo di Pasqua sia uscito Galantino", dice il leader della Lega. E a chi gli chiede se il vescovo sia l'interprete della linea di Papa Francesco, Salvini risponde: "Galantino ha sproloquiato, non mettiamo sullo stesso piano la cioccolata con qualcos'altro". Salvini affonda i colpi.

"Non è un problema Salvini contro i vescovi, è un problema di questo Galantino e pochi altri che sono più a sinistra di Rifondazione comunista. Non ce l'ho con la Chiesa. Ce l'ho con due o tre vescovi che dovrebbero andare in giro con la bandiera rossa, invece che mettere la tonaca".

Salvini su Twitter ha oggi rilanciato la figura dell'accerchiato e ha chiamato i suoi a sostenerlo. "Sull'immigrazione e contro #Renzi — ha scritto Salvini sul social network — ci attaccano tutti: PD, Cinquestelle, qualche vescovo e alcuni di FI. Io ne sono orgoglioso. E voi?". All'appello, tra gli altri, ha risposto anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che si prontamente dichiarato "orgoglioso al 100%". Mentre l'eurodeputato leghista Gianluca Buonanno commenta che "Galantino si pone come il Giuda degli anni 2000. Un traditore dell'Italia".

Nel silenzio del PD, anche il M5S s'inserisce nella querelle con le parole del senatore Morra, che da Facebook apprezza il pensiero del segretario generale della Cei, ma sottolinea che nelle parole di Galantino

"si nasconde una verità ad oggi inconfutata e inconfutabile: un'alternativa a questa politica mafio partitocratica e corrotta c'è e non è più una realtà emergente, ma la seconda forza politica italiana, per quanto snobbata, derisa e mistificata dai media convenzionali". "Guarda caso, prosegue il senatore grillino, il MoVimento, per volontà di chi l'ha fondato, ha visto la luce il 4 ottobre, giorno che il calendario cattolico dedica a San Francesco d'Assisi". 

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Migranti, Cei, Chiesa Cattolica, Nunzio Galantino, Matteo Salvini, Italia
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