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    Italia, disoccupazione giovanile ai massimi livelli dal 1977

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    I dati Istat sul mese di giugno fanno registrare un ulteriore arretramento dopo il segno meno registrato a maggio. Disoccupazione al 12,7%.

    Ancora un segno meno davanti alle cifre che registrano lo stato dell'occupazione in Italia. Dopo i primi mesi del 2015 che avevano fatto registrare timidissimi segnali di ripresa, a giugno secondo mese consecutivo in passivo, con 40mila occupati in meno rispetto alle rilevazioni di 12 mesi fa. La disoccupazione ora è al 12,7%, in crescita di 0,2 punti rispetto al 12,5% fatto registrare a maggio.

    È stata questa mattina l'ISTAT a rilevarlo, nel bollettino mensile sull'occupazione italiana. A far segnare i fondamentali più negativi è come sempre la disoccupazione giovanile, vero tallone d'Achille dell'economia italiana: a giugno 2015 secondo l'Istituto di Statistica, sale al 44,2%, cifre si impennano poi nelle rilevazioni delle regioni del Sud, dove più di un giovane su 2 è senza lavoro. Si tratta del dato più negativo dall'inizio dei rilevamenti trimestrali da parte dell'ente, avvenuto per la prima volta nel 1977.

    Impietoso anche il paragone con la zona euro, che nella media dei 19 Paesi fa registrare un tasso di disoccupazione pari al 11,1%. a renderlo noto oggi è stato Eurostat, che ha anche fornito il dato relativo all'Europa dei 28 Paesi membri, con un tasso di disoccupazione pari al 9,6%, in calo rispetto alla rilevazione di 12 mesi fa, quando era al 10,2%. Quattro i paesi con il segno più: Romania, Belgio, Austria e Finlandia. 

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    Tags:
    statistica, gioventù, disoccupazione, Eurostat, ISTAT, Italia
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