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    Il Ministro degli Interni Angelino Alfano

    Roma, Alfano: Fatti gravi ma no al commissariamento

    © AFP 2018/ Georges Gobet
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    L'attesa relazione del ministro degli Interni su Roma arriverà a palazzo Chigi entro il 7 agosto, mentre dal Viminale filtrano le prime conferme: non ci sarà il commissariamento.

    Angelino Alfano non chiederà, in qualità di titolare del ministero degli Interni, il commissariamento di Roma. Sembra questo l'orientamento del Viminale dopo aver ricevuto la relazione del prefetto Franco Gabrielli che integrava quella della Commissione di accesso, mandata a Roma da Alfano per verificare i presupposti per lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Accolta dunque la tesi proprio del prefetto della capitale, che aveva parlato di pesanti infiltrazioni all'epoca dell'amministrazione Alemanno, ma anche di "discontinuità" del fenomeno con l'avvento dell'attuale sindaco, Ignazio Marino.

    No al commissariamento della capitale d'Italia dunque, anche se il ministro sarebbe propenso ad inserire, secondo quando riportato da fonti ministeriali alla stampa italiana in queste ore, un'opzione per un futuro ripensamento, con la previsione della possibilità di una "diversa valutazione politica" da parte dell'esecutivo.

    Nella ricostruzione sulle ultime ore di Alfano al Viminale, offerta oggi dal Corriere ella Sera, il ministro viene infatti dipinto come convinto della necessità che nella propria relazione emerga la "ragion di Stato" che starebbe dietro alla decisione di non commissariare l'amministrazione Marino, che verrebbe in qualche modo così salvata dal governo.

    Quanto alle responsabilità che Alfano addebita al primo cittadino, in carica da due anni nella capitale, il ministro confermerà il giudizio del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, sposandone in pieno il giudizio espresso dal giudice a proposito del ruolo di Marino e della giunta in Mafia Capitale. Il sindaco sarà "accusato" di non essersi accorto di quanto stava succedendo in Campidoglio, sottovalutando il problema e le conseguenze sull'affidamento degli appalti e sull gestione della macchina amministrativa". 

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    Mafia, Procura di Roma, Mafia Capitale, Giuseppe Pignatone, Ignazio Marino, Il Ministro degli Interni Angelino Alfano, Italia
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