04:30 23 Ottobre 2020
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Il ministro della Giustizia Orlando difende il provvedimento che punisce la registrazione illegale di intercettazioni telefoniche e ambientali e annuncia lo stralcio della norma che prevedeva il carcere per i giornalisti. Il pauso del presidente del Senato.

Promosso l'emendamento a firma PD che elimina la previsione del carcere ai giornalisti e bocciato quello che vorrebbe invece punire la registrazione di conversazioni tra privati, "da sempre ritenuta legittima dalla Corte di Cassazione".

Questa la pagella del presidente del Senato Pietro Grasso sul disegno di legge di riforma delle intercettazioni, nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio, in vista della chiusura estiva dei lavori di Camera e Senato.

Grasso ha sostenuto la necessità di garantire agli inquirenti il massimo della disponibilità degli strumenti investigativi, difendendo a spada tratta l'uso delle intercettazioni, definite "un mezzo irrinunciabile e indispensabile che non va in alcun modo limitato". Quanto alla loro pubblicazione, nell'opinione del presidente del Senato già magistrato antimafia, "occorre conciliare diversi principi democratici: la segretezza delle indagini, la riservatezza della vita privata e — ha concluso Grasso — il diritto all'informazione".

Andrea Orlando
© Foto : Palazzo Chigi
Andrea Orlando
Di ieri la notizia, confermata dal titolare del dicastero di Giustizia, dell'emendamento a firma PD che eliminerà la previsione del carcere per la registrazione segreta di conversazioni intercettate da parte dei giornalisti.

"Credo che la rapidità con la quale si è ritenuto di dover riscrivere la norma — ha detto il ministro Andrea Orlando — dimostri che non c'è alcuna volontà da parte della maggioranza o dei gruppi di maggioranza di colpire la stampa". 

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Tags:
Intercettazioni, Camera dei deputati, Corte di Cassazione, PD, Senato, Pietro Grasso, Andrea Orlando, Italia
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