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    Il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta

    Sicilia, Crocetta: Poteri occulti minacciano la democrazia

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    Il governatore siciliano all'ARS: Non mi dimetto, vado avanti. Da Roma in arrivo 500 milioni per ripianare i conti della regione.

    Dopo le polemiche degli ultimi giorni seguite alle rivelazioni del settimanale l'Espresso, a proposito di delle presunte frasi ingiuriose proferite sulla famiglia Borsellino dal medico Matteo Tutino al telefono con Rosario Crocetta, è di ieri la difesa pubblica dello stesso governatore siciliano di fronte all'Assemblea Regionale Siciliana.

    Ha scelto la linea del contrattacco Crocetta, che in un accorato intervento ha difeso la propria posizione, rivendicando la sua estraneità alla vicenda e accusando un complotto ai danni suoi e della Giunta regionale.

    "Mi sono rifiutato di offrire le carni in pasto a carnefici famelici: tutto questo sarà ricordato come una storia infame. Tutti sanno che quella intercettazione non c'è. E' stato un attacco al presidente della Regione e un attacco e un attentato alle istituzioni".

    Una presa di posizione durissima quella di Crocetta, che ha parlato di "poteri occulti" che minacciano la democrazia, puntando il dito contro una parte della politica, che nel suo caso non avrebbe difeso uomini delle istituzioni da fatti smentiti dalle Procure.

    E proprio a proposito di reazioni istituzionali, di ieri anche l'esternazione del presidente del Consiglio sulla vicenda. Intervistato dal TG5, Renzi ha replicato per il caso del governatore Crocetta la medesima posizione assunta nei confronti del sindaco di Roma Ignazio Marino, più volte esortato a "governare o andare a casa".

    "Si occupino di cose concrete, dei problemi della gente, della sanità. Si smetta di guardare a strani giochi politici: se sono in grado di governare vadano avanti altrimenti vadano a casa".

    Così Renzi, nelle ore in cui da palazzo Chigi fanno sapere di avere sbloccato 500 milioni di euro, per ripianare i conti regionali siciliani ed avviare nuovi piani di investimento. Una decisione solo in apparenza in contrapposizione con il dibattito infuocato attorno alla poltrona di Crocetta, essendo queste somme, inizialmente calcolate in 300 milioni sulla base di criteri di bilancio e non su decisioni provenienti da input di natura politica, già stanziate e per il cui trasferimento si attendeva da settimane solo il computo esatto da parte della ragioneria generale dello Stato. 

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    politica, democrazia, Rosario Crocetta, Italia
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