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16:40 22 Settembre 2019
Bernardino Leon, inviato speciale dell'ONU in Libia

Italiani mandati allo sbaraglio in Libia

© AP Photo / Paul Schemm
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Le circostanze con cui è avvenuto il sequestro dei tecnici della Bonatti irritano Palazzo Chigi per la mancanza di protocolli di sicurezza.

Bernardino Leon: "I quattro italiani vanno liberati senza condizioni".

"I quattro italiani vanno liberati senza condizioni". Si è espresso così l'Inviato speciale dell'Onu per la Libia, Bernardino Leon, durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, alla Farnesina. Per Leon l'intera comunità internazionale è impegnata a favorire il rilascio degli italiani e parallelamente si lavora, dopo il cessate il fuoco, "a una missione di stabilizzazione con una componente civile, una di polizia e magari una componente militare. Pensiamo a una missione che potrà stabilizzare il Paese tramite un'operazione di capacity building".

Paolo Gentiloni ha ribadito che al momento dare delle interpretazioni politiche sui moventi del rapimento è assolutamente prematuro e imprudente.
© AFP 2019 / Atta Kenare
Paolo Gentiloni ha ribadito che al momento dare delle interpretazioni politiche sui moventi del rapimento "è assolutamente prematuro e imprudente".

Dal canto suo, Gentiloni ha ribadito che al momento dare delle interpretazioni politiche sui moventi del rapimento "è assolutamente prematuro e imprudente".

In merito all'accordo siglato il 12 luglio scorso il titolare della Farnesina ha invitato "tutte le parti libiche a condividerlo. Chi si sottrarrà avrà una reazione d'isolamento da parte della comunità internazionale".

Intanto, emergono le prime indicazioni sulle circostanze con cui è avvenuto il sequestro, per le quali, secondo una fonte governativa, Palazzo Chigi sarebbe "semplicemente incredulo, stante l'incredibile leggerezza con cui aziende italiane strategiche impegnate in un quadrante di mondo dove l'Italia non ha più un'ambasciata e dove i protocolli di sicurezza devono essere stringenti, non hanno evidentemente saputo proteggere i propri dipendenti integrando le proprie procedure".

Filippo Calcagno, Salvatore Failla, Fausto Piano e Gino Pollicardo erano rientrati dall'Italia domenica e da Tunisi percorrevano l'autostrada costiera che, attraversato il confine meridionale della Tunisia, punta a est verso Zuwara e il complesso di Mellitah, su un mini van con autista libico. Nessuna scorta dunque, in una zona dove le milizie pretendono regolarmente denaro in cambio di protezione. Una qualificata fonte di Intelligence spiega che si tratta di "una gran brutta faccenda, da qualunque parte la si voglia prendere, soprattutto se il sequestro dovesse avvitarsi, come è purtroppo scontato prevedere, nel gioco infernale della polveriera libica e delle sue fazioni".

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Tags:
sequestro, Bonatti, ONU, Farnesina, Bernardino Leon, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Italia, Libia
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