18:00 19 Ottobre 2020
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Il vice segretario del partito Serracchiani scarica il governatore: "Dopo le parole di Manfredi Borsellino il partito non può permettersi un'agonia politica".

Che non avesse alcuna intenzione di lasciare quella poltrona cui dice di non essere attaccato si era capito già l'altra sera, quando al j'accuse di Manfredi Borsellino aveva risposto con l'ennesimo colpo di teatro: "Il calvario di Lucia? L'ho percorso anch'io". Ma ora il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, scioglie le riserve. E lo fa a modo suo. "Dimettermi? Manco per idea. Sono un combattente e un combattente muore sul campo. Se lo facessi, la darei vinta ai poteri forti. Non posso dimettermi di fronte a una bufala tremenda, sembrerebbe l'affermazione di una responsabilità che non ho".

Tutti si rivolgevano a me per chiedere favori.
© Fotolia / Exopixel
"Tutti si rivolgevano a me per chiedere favori".

La bufala, a suo dire, è quella dell'intercettazione (pubblicata da L'Espresso e smentita dalla Procura di Palermo) che lo vedrebbe silenzioso di fronte alle parole del suo medico personale e pupillo Matteo Tutino, pronto ad augurare a Lucia Borsellino la stessa morte del padre, ucciso in via D'Amelio 23 anni fa. "Non permetterò — dice — che la mia battaglia contro la mafia venga seppellita da una montagna di fango. Il Pd non chieda alla vittima di dare le proprie carni in pasto ai maiali".

Il PD è in difficoltà dopo le parole di Manfredi Borsellino. "Mia sorella Lucia è rimasta in carica come assessore fino a giugno per amore della giustizia, per suo padre, per potere spalancare agli inquirenti le porte della sanità dove si annidano mafia e malaffare. Da oltre un anno era consapevole del clima di ostilità e delle offese che le venivano rivolte. Lucia ha portato una croce, e tanti lo possono testimoniare, fino al 30 giugno: voleva una sanità libera in Sicilia". Queste le parole del figlio di Paolo Borsellino che nella commozione rende onore al padre ma anche alla sua famiglia.

Al Nazareno parlano di delegittimazione del governatore ormai evidente. "Quanto ha detto Manfredi, raccontando la solitudine e il calvario della sorella Lucia, le difficoltà, le ostilità e le offese subite solo per adempiere al suo dovere di assessore alla Sanità, quasi un corso e ricorso della vicenda del padre Paolo, mi hanno scosso". Ammette la Serracchiani. Politicamente c'è certo il timore che il PD andando al voto, perda la Sicilia, anzi la regali ai 5Stelle. Un sondaggio che circola al Nazareno parla dei dem ridotti al 17% e dei grillini che li doppierebbero. "D'altra parte si rischia di logorarsi", riflette sempre la vice del premier, Debora Serracchiani.

E c'è già il nome su cui il partito vorrebbe puntare in caso di elezioni anticipate. E' proprio quello di Lucia Borsellino. Anche se lei, quando si dimise accusando l'antimafia di facciata, disse a chiare lettere: "Con la politica ho chiuso". Chissà se ci ripenserà.

 Una lezione di dignità ed integrità morale di fronte alle tante ipocrisie istituzionali che ad ogni commemorazione delle stragi, da Capaci a via d'Amelio, si consuma nella città di Palermo. Al Palazzo di Giustizia doveva essere il giorno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ma sono soprattutto le parole di Manfredi Borsellino a scuotere i presenti. Il suo è un intervento a sorpresa, commovente ma al tempo stesso determinato. Un grido di giustizia di fronte a quanto avvenuto non solo negli ultimi giorni, con le indiscrezioni giornalistiche sull'esistenza di un'intercettazione, "vera o falsa" che sia, tra il Presidente della Regione Rosario Crocetta ed il suo medico personale, il primario dell'ospedale palermitano Villa Sofia, Matteo Tutino. Quest'ultimo, finito in manette dal 29 giugno nell'ambito dell'inchiesta sulla Sanità ed ora ai domiciliari, avrebbe detto "La Borsellino (all'epoca Assessore alla Sanità della Regione Siciliana) va fatta fuori. Come suo padre".

"Intervengo — ha detto rivolgendosi al Presidente Mattarella — perché non credevo che la figlia prediletta di mio padre, quella con cui lui viveva in simbiosi, avrebbe dovuto vivere un calvario simile a quello di suo padre nella stessa terra che ha poi elevato lui a eroe. Presidente, oggi sono qui per lei, perché lei è tra quelli che non solo ha il nostro vissuto, ma è stato punto di riferimento per mio padre e la mia famiglia. Ricordo la reverenza con cui lui si rivolgeva a lei. Capii subito la stima sconfinata che aveva nei suoi confronti".

Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella
© AP Photo / Riccardo Antimiani, Ansa
Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

Poi ha aggiunto: "Da oltre un anno mia sorella Lucia era consapevole del clima di ostilità e delle offese subite solo per adempiere il suo dovere, in corsi e ricorsi drammatici che ricordano la storia di mio padre. Non posso entrare nel merito delle indiscrezioni giornalistiche che, indipendentemente dalle verifiche fatte dagli uffici giudiziari, hanno turbato tutti. La lettera di dimissioni con cui mia sorella Lucia ha lasciato l'assessorato ha prodotto il silenzio sordo delle istituzioni, soprattutto regionali. Ma quella lettera dice tutto e andrebbe riletta.

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bufala, intercettazione, Espresso, Manfredi Borsellino, Sicilia, Italia
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