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    L'ex Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta

    Sicilia, governatore Crocetta si autosospende

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    Il presidente della regione Sicilia in lacrime ai microfoni dell'ANSA annuncia la sua sospensione dall'incarico dopo la pubblicazione di alcune incresciose intercettazioni sul defunto magistrato Paolo Borsellino.

    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
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    Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
    È bufera attorno a Rosario Crocetta. Il governatore della regione Sicilia si è autosospeso ieri dall'incarico dopo la pubblicazione da parte del settimanale l'Espresso di alcune intercettazioni telefoniche che hanno scioccato l'opinione pubblica italiana. Nel corso di una conversazione telefonica intercorsa tra Crocetta ed un amico, il suo medico personale Matteo Tutino, arrestato pochi giorni fa con l'accusa di peculato e falso, quest'ultimo proferiva parole ingiuriose nei confronti di Lucia Borsellino, figlia del giudice antimafia ucciso da Cosa Nostra nel 1992 ed attualmente impegnata in politica.

    "Va fermata, va fatta fuori come suo padre".

    Queste le parole gravissime del primario di chirurgia maxillo-facciale di Villa Sofia a Palermo, a cui Crocetta non avrebbe risposto. Subito dopo la pubblicazione delle intercettazioni da parte del sito web del settimanale è partito un pressing sul governatore che, nel tentativo di chiarire la sua posizione, ha parlato all'agenzia ANSA della frase incriminata.

    "Giuro di non averla mai udita, forse ero in viaggio, in autostrada, in una zona d'ombra. Ma se l'avessi sentita davvero avrei reagito come un dannato, avrei tolto la parola a Tutino. Lui parlava male della Borsellino, è vero, ma ripeto non l'ho sentito dire quella frase".

    Queste le parole di Crocetta che poche ore dopo ha annunciato la decisione di autosospendersi dall'incarico.

    Pioggia di manifestazioni di solidarietà nei confronti della donna e della famiglia Borsellino da parte di tutte le più alte cariche dello Stato e richiesta unanime di dimissioni ed elezioni anticipate in Sicilia. Lucia Borsellino, che era stata scelta dallo stesso Crocetta come assessore alla Salute in quanto simbolo di legalità (aveva poi rassegnato le dimissioni dall'incarico regionale all'indomani dell'arresto di Tutino) ha limitato la sua reazione ad un gelido commento. 

    "Mi sento intimamente offesa — ha detto la figlia di Paolo Borsellino — e provo un senso di vergogna per loro". 

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    Minaccia, sospensione, Cosa Nostra, Mafia, Lucia Borsellino, Rosario Crocetta, Sicilia, Italia
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