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    La Costa Concordia al largo del Giglio

    Costa Concordia: "L'inchino voluto da Schettino scelta criminale"

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    Le motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni di reclusione per il capitano della Costa Concordia, il cui naufragio davanti all'isola del Giglio nel 2012 causò la morte di 32 persone.

    Pubblicate ieri le 553 pagine di motivazioni alla sentenza che lo scorso 11 febbraio ha visto la condanna a 16 anni di reclusione per Francesco Schettino, capitano della nave da crociera Costa Concordia, naufragata davanti all'isola del Giglio nella notte tra il 13 ed il 14 gennaio del 2012, causando 32 morti. 

    Francesco Schettino, capitan de Costa Concordia
    © AP Photo/ Andrew Medichini
    Francesco Schettino

    "La ricostruzione degli eventi — argomenta il Tribunale — dimostra che Schettino nel momento in cui saltava sulla scialuppa per abbandonare la nave era consapevole della presenza sul lato sinistro della Concordia o comunque che si allontanava in modo definitivo dalla Concordia accettando in tal modo il rischio di lasciare le persone in balìa di se stesse"

    Questo uno dei passaggi più significativi dell'atto depositato ieri presso il Tribunale di Grosseto con cui si motiva la condanna a 16 anni di carcere per Schettino. I giudici di primo grado dell'assise toscana aggiungono altro, sottolineando come le 32 vittime della sciagura "si potevano evitare se l'emergenza fosse stata gestita da Schettino nel rispetto delle attività previste dalla normativa e dalle procedure aziendali".

    "La scelta, si passi il termine, criminale è stata quella a monte di portare una nave, con quelle caratteristiche e a quella velocità, così in prossimità dell'isola"

    Prosegue così la relazione dei giudici di Grosseto, che sostengono quanto Schettino fosse a conoscenza della presenza incombente degli scogli, esprimendo un giudizio durissimo sull'uomo, prima ancora che sul capitano della nave. "Pur di mettersi in salvo — concludono i giudici — era intenzionato a lasciare la nave a tutti i costi, ivi compreso quello di abbandonare a se stesse le persone ancora a bordo". 

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    Tags:
    sentenza, Costa Concordia, Italia
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