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    I 250 chilogrammi di tritolo erano usati per fare esplodere la sede del Consolato italiano della capitale egiziana

    Gentiloni al Cairo: la bomba al consolato avvertimento non solo a Italia

    © AP Photo/ Thomas Hartwell
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    Il titolare italiano degli Esteri in visita al Cairo dopo l'attentato di sabato scorso contro il consolato italiano nella capitale egiziana: Italia Paese della pace e del dialogo ma non ci faremo intimidire.

    Visita ufficiale in Egitto ieri per il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni. I 250 chilogrammi di tritolo usati per fare esplodere sabato scorso la sede del Consolato italiano della capitale egiziana non erano un avvertimento solo all'Italia, dai cui servizi di intelligence attualmente non si registrano minacce imminenti.

    Questo il senso delle parole del capo della Farnesina, ieri in Egitto per portare solidarietà al governo locale ed al personale diplomatico italiano scampato all'attentato.

    "L'Italia è il Paese del dialogo e della pace e non sarà mai un Paese guerrafondaio. Ma non ci facciamo intimidire"

    L'attentato di sabato, questa l'opinione di Gentiloni, è un attacco contro il comune impegno della comunità internazionale contro il terrorismo. "Con l'attentato al consolato italiano al Cairo si è voluta colpire una presenza storica italiana nella capitale egiziana — ha detto il ministro — e si e' voluta colpire la collaborazione tra Egitto, Italia e Paesi europei nel contrasto al terrorismo. Questo tentativo di colpire questa relazione non riuscirà".

    Nel corso della conferenza stampa congiunta con il suo omologo egiziano Sameh Shoukry, Gentiloni ha poi ribadito la necessità di affrontare la minaccia fondamentalista non solo con l'azione militare. "La lotta al terrorismo — ha detto il ministro italiano — è una lotta sul piano militare, culturale e religioso. Dobbiamo lavorare insieme all'Egitto per asciugare l'acqua in cui nuotano i terroristi".

    Sul piano delle indagini, fonti di polizia egiziana hanno confermato in queste ore il fermo di tre sospetti, appartenenti al gruppo Ansar Beit el Maqdes, che fa propendere per la pista del terrorismo dell'ISIS piuttosto che a quella interna, presa inizialmente in considerazione dagli inquirenti.

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    Attentato, Consolato generale d'Italia, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Egitto
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