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    Il militante jihadista dello Stato Islamico

    Ecco perché l’Occidente perde contro l’Isis

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    Tatiana Santi
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    Dopo un anno l’Isis è ancora più forte: ha conquistato metà Siria e un terzo dell'Iraq, attrae sempre più volontari da tutto il mondo, diffonde in rete video da fare invidia ai registi più bravi di Hollywood.

    Gian Micalessin
    © Foto: fornita da Gian Micalessin
    Gian Micalessin
    L'Occidente sta perdendo la guerra contro lo Stato Islamico e intanto fa della Russia il suo nemico principale. Finché l'Occidente esita e pensa come contrastare la "minaccia" russa lo Stato Islamico avanza.

    Sputnik Italia ha raggiunto per un'analisi Gian Micalessin, editorialista de Il Giornale, corrispondente in prima linea nel giornalismo di guerra, che l'Isis l'ha visto da vicino.

    — Nei suoi articoli scrive che l'Occidente sta perdendo la guerra contro il Califfato. Quali sono gli errori principali che commette l'Occidente?

    Bombardamenti coalizione anti-ISIS a Kobani, Siria
    © AP Photo/ Vadim Ghirda
    Bombardamenti coalizione anti-ISIS a Kobani, Siria

    — Il primo errore fondamentale è quello di non aver fronteggiato questa minaccia sul terreno, aspettando che questa minaccia arrivasse sempre più vicina e soprattutto ritardando quest'intervento. Il Califfato oramai ha un anno, nel primo mese quando si è manifestato con l'attacco a Mosul, l'Occidente ha esitato, è rimasto a guardare, ha atteso più di due mesi prima di reagire con i bombardamenti. Anche quando ha reagito, l'Occidente si è limitato a dei semplici bombardamenti e a delegare l'attacco delle aviazioni contro lo Stato Islamico a terze persone, come gli sciiti e i curdi. Non è sceso sul terreno. Immaginiamo cosa fosse successo dopo l'11 settembre se l'Occidente fosse rimasto a guardare, anziché andare in Afghanistan per combattere sul terreno la minaccia qaedista. Al — Qaeda sarebbe arrivata direttamente in Europa. Con lo Stato Islamico invece si è atteso e non si è fatto nulla. I bombardamenti non bastano a sconfiggere il nemico se non hai delle truppe sul terreno. Oggi siamo a più di 7000 attacchi portati a termine, invece lo Stato Islamico paradossalmente è cresciuto, ha occupato praticamente metà della Siria e un terzo dell'Iraq. Si estende oramai su una superficie di circa 250 mila chilometri quadrati, cioè 50mila chilometri in meno dell'Italia.

    Un altro grande errore politico e strategico è stato quello di impegnarsi in una diatriba con la Russia, arrivando a considerarla il proprio nemico principale, questo per le politiche statunitensi, completamente sbagliate e contrarie agli interessi dell'Unione Europea. La Russia potrebbe essere il miglior alleato per fronteggiare la minaccia dell'Isis: con l'esperienza che ha acquisito negli anni nella lotta contro i terroristi ceceni, le capacità di cooperare con il  Medio Oriente attraverso i rapporti con l'Iran e la Siria. L'Occidente al contrario la considera un nemico, un rivale. Questo è un errore capitale che stiamo commettendo.

    — Perché secondo Lei l'Occidente, in primis gli Stati Uniti, vede nella Russia il nemico numero uno e non un alleato almeno per la guerra contro l'Isis?

    — Da una parte per l'arretratezza politica dei vertici militari americani, legati ancora a schemi della vecchia Guerra Fredda. Questo influisce sulle decisioni della Casa Bianca e le strategie americane. Dall'altra parte, anche perché l'America si rende conto che Putin è l'unico personaggio a livello internazionale che ha una visione strategica capace di confrontarsi con gli Stati Uniti. Putin rappresenta l'unico vero avversario. È difficile spiegare il perché. Possiamo dire che è l'insieme di questi due fattori: i vecchi schemi e la paura di Putin, considerato forse come un giocatore di scacchi a livello politico internazionale più abile. L'opposizione degli Stati Uniti alla Russia spiazza tutto l'Occidente. L'Europa va poi al seguito dell'America.

    — Una cosa più difficile da spiegare è forse l'atteggiamento dell'Europa, che sta agendo totalmente contro i propri interessi.

    I terroristi dello Stato Islamico
    © AP Photo/ albaraka_news, File
    — L'Europa dimostra ancora una volta di essere semplicemente un'entità politica, ma senza saper difendere i propri interessi. È un coacervo di Stati che si sono messi insieme. Lo abbiamo visto con l'Ucraina, dove ci siamo lasciati trascinare in una politica controproducente per i Paesi europei, che avrebbero molto più interesse ad avere rapporti economici con la Russia. Ci siamo fatti trascinare in una posizione puramente americana, che non rispecchia nessuna delle priorità europee, comprese quelle italiane né da un punto di vista energetico né commerciale. L'Europa è totalmente subalterna agli Stati Uniti.

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    Tags:
    Guerra, ISIS, Vladimir Putin, Siria, Italia
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