04:46 09 Maggio 2021
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Ma il 6 novembre scatterà la prescrizione.

L'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex direttore de L'Avanti, Valter Lavitola, sono stati condannati a tre anni di reclusione ciascuno a conclusione del processo di primo grado celebrato presso il tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta compravendita dei senatori.

Per Berlusconi è stata disposta anche l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Berlusconi è accusato di aver pagato tra il 2006 e il 2008 attraverso Valter Lavitola l'ex senatore Sergio De Gregorio, eletto con Italia dei Valori, poi passato con il centrodestra, con l'obiettivo di sabotare il governo Prodi nell'ambito della cosiddetta "Operazione libertà".

Immediate le reazioni alla notizia della sentenza considerata "clamorosamente ingiusta e ingiustificata" da Niccolò Ghedini, uno dei legali dell'ex premier.

"Aspettiamo le motivazioni — ha continuato il penalista — per capire come siamo arrivati a questa motivazione".

Ghedini ha poi ricordato che il processo si prescriverà il prossimo 6 novembre, auspicando che la Corte d'appello assolva comunque il suo assistito nel merito delle accuse. Mentre tutto il centrodestra si schiera a fianco dell'ex premier condannando la persecuzione politica di cui sarebbe oggetto da anni Berlusconi arrivando, con il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta a parlare di "procedure staliniane", dal canto suo, Romano Prodi si è detto convinto che sarebbe ancora premier se avesse avuto la certezza che quelle sulla compravendita di senatori non erano solo voci.

L'ex premier ha poi aggiunto di non essersi costituito parte lesa nel processo "perché ritengo — ha detto — sia stata lesa la democrazia e non la mia persona".

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condanna, arresto, Corte d`Apello, Forza Italia, Niccolò Ghedini, Sergio De Gregorio, Valter Lavitola, Renato Brunetta, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Italia
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